Quando ho cominciato ad approfondire lo studio dello Yoga della Risata, sono rimasta molto colpita da uno degli obiettivi del dottor Madan Kataria: promuovere la pace nel mondo attraverso la risata.

Praticando questa fantastica metodologia, il nostro organismo rilascia particolari ormoni legati a sentimenti di felicità, calore, amore incondizionato, legame, tolleranza, perdono, generosità e compassione. Viene chiamato il cocktail della gioia.

La presenza di questi ormoni in un organismo, precludono la produzione di quegli altri ormoni che corrispondono invece all’odio, alla paura, alla violenza, all’aggressività e alle emozioni associate alla guerra e all’oppressione.

Praticando lo Yoga della Risata in gruppo si ha un effetto moltiplicatore dei livelli di concentrazione di questo joy cocktail nelle persone. L’interazione con il mondo esterno da parte di chi ha partecipato ad una sessione di Yoga della Risata, sarà sulla scia degli ormoni messi in circolo: si condividerà gioia.

Si tratta di una specie di reazione a catena: a migliorare non saranno solo le relazioni con familiari e amici, ma con tutte le persone che si avrà l’avventura di incontrare.

Dopo aver letto questo mi sono detta: sì, ok, ma come posso io farmi portatrice di questo messaggio senza essere guardata come se venissi da Marte?

Ridere aiuta a diffondere la pace nel mondo, ma dove mettiamo tutti i problemi che ogni persona ha da affrontare, le urgenze, il lavoro, le malattie, i soldi, il mutuo, le bollette, i figli, la crisi…

Non c’è tempo!

Il primo passo per me è stato quello di sperimentare e mettere in pratica ciò che avevo appreso solo teoricamente: spesso la mente tende a complicare, quando invece il fare risulta molto più semplice del previsto. E questo non vuol dire sminuire ciò che si fa. Semplicità non è sinonimo di banalità.

Ogni mattina, appena sveglia rido da sola per 20 minuti. E’ un impegno, all’inizio che si trasforma molto velocemente in abitudine oltre che piacere.

Mi viene in mente un’atleta, uno sportivo che per poter sviluppare la sua massa muscolare deve sollevare dei pesi, fare degli sforzi. Un vero e proprio lavoro. Non sempre immediato. Ci vuole allenamento.

Ho provato a trasferire questo punto di vista, alle difficoltà che ogni essere umano si trova ad affrontare durante la giornata. Se ci fai caso, quell’insieme di problemi non sono altro che la palestra per la nostra mente e per la nostra emotività. Affinché si sviluppino determinati muscoli è necessario incontrare una certa resistenza. Altrimenti sarebbe tutto troppo banale e non vedremo i risultati che ci siamo prefissati.

Persino la nostra lingua, l’italiano, prevede che il significato emerga dal contrasto tra i morfemi, che non sono altro che il più piccolo elemento di una parola o di un enunciato dotato di significato.

Senza resistenza non c’è significato.

Ma ritorniamo al cuore del discorso: come si fa a ridere quando sono afflitto da una valanga di problemi?

Incontrando RESISTENZA. Scontrandoci con tutti i pregiudizi della mente. Non la mente degli altri: proprio la nostra! Accorgersi che è normale e fa parte del percorso. Te lo dico con assoluta certezza non perché chissà quali titoli conservo nel cassetto, ma perché ci sono passata in prima persona.

La risata ha smascherato dei meccanismi che mi sembravano talmente naturali, perché erano entrati a far parte della mia quotidianità, delle mie abitudini. Circolavano con il mio sangue.

La realtà è un sogno oggettivato.

Qualunque cosa la tua mente crede con

intensità accade all’istante.

              (P. Yogananda)

La risata è un’azione talmente potente che ti costringe ad essere presente nel tuo presente.

Il dottor Kataria dice:

Quando tu ridi, tu cambi, quando tu cambi tutto il mondo cambia intorno a te

Quella che chiamiamo coscienza ha un aspetto limitato e uno creatore. Quando ridiamo la coscienza limitata incontra la coscienza creatrice, quella che ci permette di trasformare la nostra realtà in “sogno oggettivato”.

La risata è il punto di incontro, l’attimo fuggente, il momento dell’esatta coincidenza durante un’eclissi.

« Elle est retrouvée!
Quoi? l’éternité.
C’est la mer allée
Avec le soleil. »

(L’ho ritrovata!

Che cosa? L’eternità.

E’ il mare in comunione

Con il sole)

A. Rimbaud

Mio marito ed io siamo rimasti profondamente colpiti dalle parole che Einstein dedicò alla figlia, tanto da voler realizzare un video.

Einstein dice:

Forse non siamo ancora pronti per fabbricare una bomba d’amore,

un artefatto abbastanza potente da distruggere tutto l’odio,

l’egoismo e l’avidità che affliggono il pianeta.

Sono convinta che la risata sia quel piccolo ma potente generatore, di cui parla Einstein, in grado di rilasciare un’energia talmente potente da creare una vera e propria bomba d’amore.

E tutto è alla portata di ognuno di noi.

Rosalba

leader ly

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