Sabato 29 novembre è ripartita l’esperienza del Club della Risata a Candia Lomellina.

L’interruzione di qualche mese ha portato i suoi doni: è grazie alla mancanza o all’assenza che si apprezza e si percepisce in modo amplificato il valore di ciò che si ha.

Ricominciare è sstato come creare un nuovo inizio, ma con una consapevolezza diversa rispetto a quando aprii il Club ad aprile.

Più passa il tempo, più mi rendo conto che, grazie allo Yoga della Risata, ho la possibilità -unica e irripetibile- di esplorare me stessa e andare sempre più in profondità.

Confrontarmi con la me stessa (leggi il post ‘misurati solo con te stesso’) che apriva la prima sessione di yoga della Risata al club, qualche mese fa, è stato spontaneo. Sono sorte  una serie di considerazioni che qui desidero condividere. La paura più grande quando cominciai a tenere le prime sessioni era di non essere capace di comunicare alle persone ciò che aveva colpito ed e-mozionato me.

Quando ti innamori, pretendi che il mondo si innamori a sua volta di ciò che fa battere il tuo cuore, riconoscendo nell’oggetto del tuo apprezzamento le caratteristiche straordinarie che hanno fatto accendere in te la scintilla.

Poi ti accorgi che ogni persona è giustamente concentrata sulla sua vita, che comporta problemi, preoccupazioni e che spesso tutto questo non fa ridere. Allora sembra che anche le tue certezze vacillino. Sabato 29 novembre questa sensazione si è dileguata.

Il 22 settembre, durante la giornata della Gratitudine, ho avuto l’onore di essere certificata Teacher di Yoga della Risata da Richard Romagnoli. Dopo l’esperienza del Teacher Traninig molte cose sono cambiate rispetto al mio modo di pormi nei riguardi di questa metodologia che desidero insegnare. La scelta stessa di compiere questo passo ha dato e continua a dare un valore altissimo a quanto ogni giorno mi accingo a fare.

Ricordo che, durante le lezioni, Richard ci parlava dell’importanza di portare nella nostra quotidianità ciò che sceglievamo di portare all’esterno. All’inizio pensavo fosse solo una questione di esempio e di coerenza. E non è sbagliato, ma non è solo quello.

Dopo essermi esercitata molto in questi mesi ho visto come l’energia della mia risata sia mutata.

Ricordo che la prima sessione di aprile scorso, la cosa che mi terrorizzava di più da proporre era il momento della meditazione della risata. Avevo paura che il contagio non avvenisse e che io non fossi capace di innescarlo. Non credevo minimamente nella mia capacità di ridere da sola, tanto che mi procurai dei video di meditazione della risata che trovai su internet, per mostrarli all’occorrenza.

Cosa successe? Che la risata partì comunque, ma io avevo talmente paura che non durasse abbastanza che mandai ugualmente il video.

Quell’episodio è rimasto indelebile nella mia memoria e questa è la prima volta che lo condivido pubblicamente. La differenza è che ora non mi spaventa più. Ma soprattutto, oggi più che mai, vedo quell’evento in modo totalmente differente: non come un qualcosa di cui vergognarmi, ma come un obiettivo raggiunto.

Cos’altro è cambiato rispetto alla me di allora?

Lo schema di una sessione di Yoga della Risata è sempre quello: esercizi-meditazione-rilassamento. Come ogni schema, se lo guardi in modo superficiale è davvero poco affascinante e rischia di annoiare te e coloro ai quali lo proponi.

Ma è attraverso quello schema che l’energia della risata si incanala per donarsi e contagiare gli altri. La risata è la variante che rivivifica ogni volta lo schema.
La differenza sta nel viaggio che scegli di compiere: tanto più a fondo riesci a spingerti con la tua risata, tanta più energia essa acquisterà, quando la donerai all’esterno.

Sabato 29 novembre, durante la sessioni di apertura del Club della Risata di Candia eravamo in dieci. Solo 3 persone conoscevano già lo Yoga della Risata. È accaduto che ho dimenticato di seguire la scaletta che mi ero fatta e che pensavo mi potesse dare tanta sicurezza, permettendo al mio istinto di farsi strada e di connettersi con le altre persone.

È stato un dono meraviglioso vedere e sentire come la qualità dell’energia del resto del gruppo, cambiasse con il procedere della sessione e a mano a mano che io prendevo consapevolezza della mia energia.

Ho chiesto ai partecipanti un feedback scritto, un regalo che ho scartato una volta tornata a casa.

La gioia è stata grande, leggendo il cambiamento del prima e del dopo. Nonostante le risposte siano state molto diverse tra loro, mi è stato possibile ritrovare delle costanti: la situazione di partenza è una quotidianità pesante e triste, sinonimo di problemi, stanchezza, pigrizia, inedia e dubbio.

Comune è stata la curiosità rispetto all’esperienza che stavano per vivere.

IMG-20141129-WA0015Leggendo il post sessione ho ripreso a commuovermi. Il cambiamento c’è, sempre, insieme a una presa di consapevolezza.L’esperienza extra-quotidiana, così estrema ed emozionante rispetto ad una quotidianità connotata negativamente, permette di cambiare in fretta il punto di vista e di osservare la propria vita in modo diverso.

Qualcuno scrive di aver preso consapevolezza di essere troppo triste e di essersi finalmente reso conto di non vedere nessuna utilità in quella tristezza; qualcun altro afferma di avere più domande rispetto a quando è entrato e di aver dimenticato come si fa a ridere; c’è chi ha trasformato la stanchezza e pesantezza in energia, entusiasmo e leggerezza.

Al termine della sessione, dopo aver riso ed esserci rilassati, le lacrime hanno accompagnato la gratitudine.

In quel preciso istante ho avuto la percezione di ricevere le conferme ad alcune mie suggestioni: le tessere del puzzle coincidono alla perfezione, la ruota gira senza intoppi, tu ti senti nel posto giusto al momento giusto, tutto è perfetto. Riconosci negli sguardi dei presenti parti di te esplose sulla linea del tempo, ma che finalmente coincidono in un unico meraviglioso attimo, capace di sprigionare un’energia che ti avvolge, che ti rilassa, ti dà serenità, gioia e ti sussurra che va tutto bene.

Questa è la magia dello Yoga della Risata…

Ho ho Ha HA

Rosalba De Amicis

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