Sabato 14 marzo ho avuto la gioia di portare lo Yoga della Risata alle Energiadi nella scuola elementare in Polesine, a Milano.

Di cosa si tratta? Le Energiadi sono un progetto di social networking che premia la capacità di coinvolgere i diversi attori di un territorio sui temi dell’energia

sostenibile, aperto a tutte le scuole primarie e secondarie. Ogni scuola ha a disposizione una settimana, durante la quale, attraverso le pedalate a tema, gli approfondimenti didattici e il coinvolgimento di famiglie, alunni, associazioni, istituzioni e privati, ci si mette in gioco per raggiungere un obiettivo comune.

(Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento sulle Energiadi, rimando al sito www.energiadi.org).

Si può pensare alla gioia come ad una fonte rinnovabile e sostenibile di energia? Nei giorni precedenti al mio intervento, mentre preparavo la presentazione/dimostrazione che avrei tenuto nella scuola in via Polesine, mi sono posta questa domanda.

Immagina una fonte rinnovabile e sostenibile di gioia: rinnovabile perché non ha limite di utilizzo e si rigenera alla stessa velocità con cui viene adoperata, anzi si rinnova proprio perché viene utilizzata; sostenibile perché non è nociva, ma contagia positivamente tutte le persone che se ne lasciano coinvolgere.

Mi capita spesso di imbattermi nella diffidenza di chi, non avendo mai provato lo Yoga della Risata, lo banalizza, riducendolo a “facciamoci due risate insieme”. La diffidenza continua (alle volte aumenta) quando spiego che si ride senza l’ausilio della comicità. Tutto cambia quando le persone sperimentano su loro stesse questa semplice e immediata metodologia.

L’uomo del nostro tempo fonda la propria identità sul conoscibile. Gli è richiesta invece l’apertura al non-conoscibile, al mistero, la dilatazione e la liberazione dai vincoli delle definizioni e il salto nella commozione.

(Cit.)

Tutto avviene in modo graduale, così come è accaduto durante la sessione alle Energiadi. Dopo aver ricevuto qualche riferimento teorico, i partecipanti hanno sperimentato come, attraverso semplici esercizi, si possa innescare la risata e come la giocosità sia il primo passo da muovere verso la gioia.

A questo proposito basta osservare i bambini, che nella loro immediatezza e spontaneità, sono degli esseri umani perfetti e quindi per questo dei meravigliosi maestri di vita: il sorriso è per loro un vero e proprio atto sacro che accompagna ogni loro attività; non conoscono il rancore e lasciano andare le cose inutili che appesantiscono il viaggio; non si scoraggiano di fronte alle cadute e fanno domande quando non conoscono qualcosa senza vergognarsi della loro ignoranza. Sono sempre belli perché sono fedeli a loro stessi.

Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:
1. A essere contento senza motivo.
2. A essere sempre occupato con qualche cosa.
3. A pretendere con ogni sua forza quello che desidera.
(Paulo Coelho)

Al termine della sessione è stato emozionante constatare, dalle parole dei partecipanti, come, nel giro di pochissimo tempo, qualcosa fosse cambiato dentro di loro. Quel cambiamento coinvolge anche lo sguardo: osservare il mondo da un punto di vista differente, rivela sfumature sconosciute.

Alla base dello Yoga della Risata c’è la convinzione che è possibile educare il nostro corpo a ridere indipendentemente dagli eventi esterni. Utilizzare la risata come un esercizio, da azionare in qualsiasi momento della propria vita, permette di fare appello ad una fonte inesauribile di energia, in grado di mutare immediatamente e profondamente il modo di utilizzare lo sguardo e il pensiero.

Educare, dal latino e-ducere, significa “tirare fuori”. Quello che succede, durante le sessioni di Yoga della Risata è proprio questo: si tira fuori la propria risata interiore. Quando questo accade, quando i partecipanti “si lasciano ridere”, ecco che, quanto detto all’inizio, diventa evidente: esiste una fonte inesauribile e benefica di gioia ed è esattamente dentro ogni individuo.

La quantità e la potenza di energia in grado di liberarsi da questo semplice generatore, non ha limiti.

Questo è quello che sperimento da quando pratico lo Yoga della Risata. Questo è quello che vedo negli occhi delle persone che partecipano alle sessioni.

Tuttavia, ogni individuo porta in sé un piccolo ma potente generatore d’amore la cui energia aspetta solo di essere rilasciata. Quando impareremo a dare e ricevere questa energia universale, vedremo come l’amore vince tutto, trascende tutto e può tutto, perché l’amore è la quintessenza della vita.

(Einstein)

Rosalba De Amicis

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