Senso di colpa e inquietudine sono due emozioni paralizzanti, che non ci permettono di progredire né di cambiare la nostra vita. Sulla linea del tempo, il senso di colpa è il meccanismo che lega il nostro agire presente al passato; mentre l’inquietudine paralizza l’azione del presente per paura di ciò che sarà nel futuro. 

Per vivere una vita felice e libera è necessario eliminare questi due sentimenti “tossici”, cause prime di diversi stati di angoscia. Quando viviamo nel senso di colpa e nell’inquietudine non siamo centrati sul nostro presente, quindi stiamo perdendo la vera occasione di essere protagonisti della nostra esistenza. E in più stiamo perdendo tempo, quello stesso tempo che barattiamo col denaro e che desideriamo avere libero per dedicarlo a ciò e a chi amiamo.

Guardiamo un po’ più da vicino questi due meccanismi deleteri, molto diffusi nella nostra cultura.

Il senso di colpa (che è diverso dal dire “imparo da ciò che è accaduto nel mio passato e trovo il modo migliore per me per andare avanti”) ha a che fare con il bisogno di essere amati. Se ci rifletti, un qualsiasi senso di colpa si innesca quando qualcuno che amiamo ci fa capire che non è felice delle nostre scelte. Un senso di colpa si può innescare in tenera età e poi ritornare nella vita della persona ogni qual volta si ripresenti una situazione simile all’originaria. Può anche essere innescato dalla persona stessa, quando si sente di aver compiuto scelte che si allontanano dalla scala di valori in cui si crede.

Perché non scegliamo di rifiutare subito un meccanismo così deleterio? Sembra di essere affetti da un male incurabile se non ci sentiamo in colpa per qualcosa che è avvenuto 25 anni fa, oppure se non ci preoccupiamo di come evolverà la situazione economica del nostro paese nei prossimi 15 anni.

Eppure se ci pensi bene, costringersi a provare questi sentimenti non è di reale aiuto né a te né al resto dell’umanità.

Ti è familiare quanto appena esposto? Ti è mai capitato di non riuscirti a liberare dei tuoi sensi di colpa o di preoccuparti per una situazione che ancora non vivevi? A me è capitato e capita – lo ammetto 😉 – diverse volte!

La cosa bella è che quando osservi il meccanismo descritto in un libro o in un articolo, come in questo caso, diventi consapevole di ciò che ti accade in automatico. Prestando attenzione ai tuoi pensieri in determinate occasioni, puoi smascherare anche tu il meccanismo e diventarne consapevole: questo è il primo passo per poter cambiare abitudini.

Ti sei mai chiesto quali siano i vantaggi del sentirsi in colpa? Io sì e mi sono data della risposte. Il senso di colpa è uno dei (tanti) sistemi per non correggersi e migliorarsi: passando il tempo a sentirsi in colpa, si può evitare di trascorrerlo in modo più utile e valorizzante .

Quando provi senso di colpa stai spostando indietro nel tempo la responsabilità. Un po’ come dirsi “non ci posso fare niente se è andata così, ma posso sempre sentirmi in colpa, così in qualche modo il mondo mi accetterà e mi vorrà bene”. Se ti fermi ad osservare ti accorgerai che è una scusa bella e buona per non cambiare e migliorare nel tuo presente.

Siamo convinti inoltre che, più grave è la colpa, più lungo è il periodo di rimorso, ma che alla fine di questo lungo calvario, ad aspettarci, ci sarà il perdono. Penso, inoltre che sia diffusa l’idea che, provando senso di colpa, si possa recuperare una dimensione protettiva, tipica dell’infanzia e che alcune persone adoperino questo meccanismo per farsi accettare più facilmente.

Queste sono le conclusioni alle quali sono approdata, anche perché molte le riconosco come familiari, dopo averle smascherate.

Anche l’inquietudine – come il senso di colpa – ha a che fare con l’amore: “Si capisce che mi preoccupo per te, ti voglio bene!” Quante volte hai detto una frase del genere e quante volte te la sei sentita dire? Io tantissime!

La nostra società incoraggia molto queste due abitudini tossiche, ma la verità è che il rimorso e la preoccupazione non servono proprio a nulla. Provare questo tipo di angosce non cambia di molto la tua situazione, né quella delle altre persone per le quali la provi.

Non esiste problema futuro che tu riesca a risolvere in modo adeguato, mantenendo uno stato d’animo inquieto; come d’altronde, volere bene a qualcuno non ha nulla a che vedere con la preoccupazione, perché spesso preoccuparsi per qualcuno può voler dire imporre i propri limiti e la propria visione della realtà che non è detto sia valida per tutti.

La maggior parte delle inquietudini – tue, mie e di qualsiasi altro essere umano – vertono su una mancanza di controllo: economia, guerre, possibili malattie. Preoccuparsi per cose per le quali non hai – come individuo – un controllo totale è inutile per te e per la tua salute. Puoi scegliere di sostituire ad un meccanismo deleterio e passivo, come la preoccupazione, un’azione mirata e sincera, laddove puoi effettivamente fare qualcosa per migliorare la situazione.

Come il senso di colpa, anche l’inquietudine ha i suoi “vantaggi”: mostrandoti inquieto, puoi giustificare la tua immobilità e quindi il fatto di non voler correre rischi affrontando una nuova impresa; provando questa emozione puoi definirti una persona altruista e che se la prende a cuore; la preoccupazione giustifica atteggiamenti autodistruttivi quali il fumo, l’alcool, il mangiare emotivo.

Provare inquietudine può portare a stati di ansia che paralizzano l’azione: un ansioso sta seduto e fa andare la testa a mille; una persona attiva lo è con tutto il corpo e il suo pensiero è sempre in sintonia con il suo agire e il suo sentire emotivo. L’ansia è una scusa ingegnosa che la mente adotta per giustificare l’inattività!

Per sfuggire ai miei sensi di colpa e ai miei stati d’ansia per il futuro incerto ho imparato ad adottare alcune strategie:

Per i sensi di colpa:

  • Ripetermi che il passato è passato! Sentirmi in colpa non servirà a cambiarlo né a migliorarlo, ma piuttosto a complicare la mia vita nel presente.

  • Cominciare ad accettare tutto ciò che ho scelto io per me, anche quando queste mie scelte non coincidono con quello che gli altri ritengono giusto. Approvare se stessi, alle volte, significa abbandonare quell’estenuante bisogno di approvazione dall’esterno.

  • Il punto precedente mi ha permesso di riconsiderare l’intero mio sistema di valori e valutare ciò che ho accolto per bisogno di essere approvata e ciò che invece ho scelto effettivamente per il mio bene.

  • Lavorare per comprendere ciò che evito di affrontare nella vita, tutte le volte che si innesca il senso di colpa.

  • Ho sempre trovato utile lo strumento della scrittura: riportare su carta come mi sento in momenti particolari, mi permette di osservarli in un secondo tempo in maniera più distaccata.

Per l’inquietudine:

  • Domandarmi ogni volta che si presenta: cosa cambia se mi preoccupo o se non lo faccio? Oppure domandarmi in modo diretto: che cosa temo possa succedere? e scoprire così l’assurdità della mia risposta.

  • Invece di andare troppo avanti con la testa, mi permetto di vivere segmenti di presente. Dante Alighieri, nel V canto del Purgatorio lo disse proprio bene:

ché sempre l’omo in cui pensier rampolla

sovra pensier, da sé dilunga il segno,

perché la foga l’un de l’altro insolla.

(traduzione: poiché accade sempre che l’uomo nel quale continuamente un pensiero germoglia dall’altro, allontana da sé il raggiungimento della mèta, in quanto l’impeto del nuovo pensiero indebolisce l’altro).

L’inquietudine e il senso di colpa – come abbiamo detto all’inizio – sono sentimenti che allontanano la capacità di essere creatori della propria vita nell’unico tempo possibile: il presente.

Se presterai attenzione al presente, potrai migliorarlo. E se migliorerai il presente, anche ciò che accadrà dopo sarà migliore. Ogni giorno porta con sé l’Eternità.

P. Coelho

Quando ridi sei nel tuo presente e inquietudini e senso di colpa si dissolvono magicamente nel nulla. Te lo dico con estrema certezza perché è quello che accade ogni volta che tengo una sessione di Yoga della Risata: tutti sono d’accordo nell’affermare che in quel lasso di tempo nel quale si lasciano ridere, i problemi non sono più con loro. Leggerezza, relax, spensieratezza.

Qualcuno potrebbe obiettare che, una volta terminata la sessione, i problemi sono fuori che aspettano. E’ vero! Ma il punto di vista è cambiato!

Allenando la mente e il corpo alla risata, prescindendo dal senso dell’umorismo (è una definizione di Yoga della Risata), quello che accade – parlando molto semplicemente – è un cambiamento di abitudini. Ridere permette di scatenare il cocktail della gioia, tutta una serie di ormoni detti del benessere.

Tutte le persone che hanno introdotto la pratica costante dello Yoga della Risata nella loro vita (io sono una di queste) hanno installato una nuova abitudine fisica, mentale ed emozionale: il risultato è che l’intera realtà che l’individuo vive, cambia.

Quando tu ridi, tu cambi, quando tu cambi tutto il mondo cambia intorno a te.

Madan Kataria (fondatore dello Yoga della Risata)

Osservando il mondo da un punto di vista che ti permette di scorgere in ogni difficoltà un’opportunità di crescita, di apprezzare le persone che ti circondano e di essere grato di tutto ciò che dalla vita hai ricevuto e continuerai a ricevere, è l’atteggiamento di chi vive nel presente e vuole contribuire con il proprio agire a rendere questo mondo un posto migliore, abitato da persone migliori.

Ho ho Ha HA Rosalba

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3 thoughts on “Strategie per dissolvere sensi di colpa e inquietudine

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