Ti piacerebbe raggiungere il successo, condurre una vita felice e serena, piena di tutto ciò che ti fa stare bene? Ma soprattutto, pensi che questo sia possibile per te?

Ti è mai capitato di raggiungere un successo importante come un traguardo per la tua carriera, per la tua crescita personale, nella tua vita sentimentale e, mentre tutti ti riempivano di complimenti, tu cercavi in tutti i modi di minimizzare quel tuo successo?

O ancora: ti è mai successo di commettere un errore da considerarlo talmente grave, da essere l’unica persona non in grado di perdonarti?

Forse sei convinto che i bisogni del resto del mondo vengano prima dei tuoi e per questo ti ritrovi a dividere la tua giornata, dedicando ogni segmento di tempo ai tuoi figli, al partner, al lavoro, ai genitori, agli amici…e magari in tutto questo ci metti pure un’attività di volontariato (illustre servigio, non lo metto in dubbio, ma…andiamo avanti).

Ti capita di sentirti spesso vuoto, con un senso di insoddisfazione, quasi a sentire una voce che ti ripete: hai sbagliato vita?

Hai mai messo a tacere quella voce?

Raggiungere il successo non significa solo essere il numero uno nel proprio lavoro, avere una vagonata di soldi, togliersi tutti gli sfizi del mondo.

Raggiungere il successo significa sentirsi in armonia con ciò che senti di voler manifestare nella tua vita, senza alcun tipo di limite.

Raggiungere il successo è quello stato naturale per l’essere umano – un po’ come lo è la felicità – nel quale i semi, i talenti, le passioni che abbiamo dentro, vengono sviluppati, curati e valorizzati per far sì che emergano in tutta la loro bellezza.

Se ti rispecchi in una o tutte le situazioni che ho descritto, probabilmente hai un grande desiderio di raggiungere il successo, ma hai poca stima di te e l’unico rimedio è l’amore verso se stessi.

Qual è la definizione di amore?

Se lo chiedi a cento persone, ti daranno cento definizioni differenti, e ognuna di esse sarebbe significativa.

Io ti do la mia.

Amo una persona quando non proietto su di lei le mie aspettative; la amo per quello che è, permettendole di essere ciò che desidera.

Il fatto che il mio partner, i miei figli, i miei genitori non siano come io mi aspetto, non ha nulla a che vedere con la stima che io ho di me.

Eppure non è raro vedere nei rapporti familiari un atteggiamento di questo genere.

Raggiungere il successo vuol dire innanzitutto prendere consapevolezza del fatto che per esprimere il proprio massimo potenziale non è possibile portare avanti delle catene di schiavitù.

Ognuno di noi può facilmente riconoscere nelle proprie dinamiche affettive dei comportamenti di questo tipo: mi comporto in un certo modo con mio figlio perché mia madre faceva lo stesso con me e perché mia nonna faceva lo stesso con mia madre e così via.

E’ una specie di catena che ci portiamo avanti, di generazione in generazione: cerchiamo di compiacere col nostro comportamento qualcuno da cui desideriamo ricevere amore e, proprio per questo, ci aspettiamo che questo qualcuno soddisfi le nostre aspettative, perché se non lo fa, vuol dire che non siamo degni del suo amore.

Quando diventi consapevole del fatto che questa catena – come tutte le catene – porta ad una schiavitù auto imposta e non a raggiungere il successo, puoi decidere di spezzarla. Come?

Il tuo valore lo decidi tu. E proprio quando rispetterai i tuoi bisogni, la tua necessità di sbagliare – per imparare! – e la voglia di essere come vuoi – non per far sfregio a nessuno, ma perché il tuo modo è unico ed è l’unico per te, per stare bene – allora farai lo stesso con gli altri, rispetterai il loro unico e meraviglioso modo di essere al mondo.

Innanzi tutto credo sia saggio abbandonare l’idea secondo la quale esista un unico e immobile concetto di te, condiviso da te e dal resto del mondo.

Convieni con me che per raggiungere il successo è impossibile, oltre che poco utile, pensare di non cambiare mai idea su se stessi.

Alle volte questi giudizi sono il risultato di una superficiale valutazione di ciò che realmente sei.

Per raggiungere il successo è fondamentale sentirsi in armonia in ogni istante con se stessi, rispettando quello che si è, senza per questo dover accettare quello stato come definitivo.

Partiamo dal corpo: ti piace?

Premetto di non aver avuto, nella mia vita, un buon rapporto con il mio corpo. Il motivo: non mi piacevo mai! C’era sempre qualcosa che mi mancava per potermi considerare soddisfatta.

La verità è che di motivi per essere soddisfatta e in pace con il mio aspetto fisico ne avrei avuti un’infinità, ma non c’era il tempo, perché, quando raggiungevo un buon risultato, subito c’era un nuovo obiettivo che mi manteneva in uno stato d’animo di continua insofferenza. Mai contenta.

E considera il fatto che il mondo non è mai più critico nei tuoi riguardi di quanto tu possa esserlo con te stessa.

Non ci credi? Guarda questo video (non voglio fare pubblicità alla Dove…mi interessa molto però il messaggio che c’è dietro)

Ti propongo un gioco, nel caso tu sia tra quelle persone che non si ritengono soddisfatte del proprio corpo: scomponilo, fai lo scanning, ma non solo degli aspetti visibili.

Comincia ad elencare tutto, occhi, naso, bocca, braccia, mani, gambe, ma anche polmoni, cuore, cistifellea, ghiandole surrenali…

Ti accorgerai che il TUO corpo è composto davvero da un’infinità di parti: quali di queste parti non ti piace? La domanda diventa quasi assurda, non trovi?

E comunque se esistono alcune parti del tuo corpo che non ti soddisfano, puoi sempre scegliere di cambiarle, modificarle, mettendoci un po’ di impegno. Anche perché se ti lamenti e non fai niente…le cose difficilmente cambiano.

Amare se stessi vuol dire accettarsi in quanto persona degna di rispetto, perché così si è deciso. Accettarsi vuol dire altresì non lamentarsi. Le persone che funzionano a pieno ritmo non si lamentano mai, e in particolare non si dolgono che gli scogli siano duri, che il cielo si annuvoli, che il ghiaccio sia troppo freddo. Accettare significa non trovare da dire; la felicità significa non lamentarsi di quello per cui non c’è niente da fare. Le lamentele sono il rifugio di coloro che non hanno fiducia in se stessi

W. Dyer

Per quelle cose che non puoi cambiare, puoi comunque scegliere di guardarle da un punto differente.

Chi lo ha detto che siano meglio o peggio di qualcosa che tu non hai?

Alle volte ci atteniamo ad un canone – di bellezza, di perfezione, di ricchezza, di successo –  che non è propriamente il nostro, ma che accogliamo come tale, sempre per il solito motivo: speriamo di piacere di più.

Non esiste un’unica definizione di successo. Esattamente come non esiste una definizione universale di bellezza, amore, ricchezza, ecc.

Raggiungere il successo in tutti i campi della propria vita, ha a che fare con la consapevolezza e l’accettazione del proprio punto di partenza.

Questo significa saper distinguere ciò per cui è possibile progettare un cambiamento e miglioramento da ciò che non può essere cambiato, ma solo accettato e amato per quello che è.

Siamo esseri umani, uomini e donne. Se pensiamo solo all’aspetto fisico, è normale sudare e mandare cattivo odore, è normale che ci crescano peli in diverse parti del corpo, è naturale invecchiare e quindi vedere la nostra pelle perdere di tonicità e i nostri capelli ingrigire.

Perché dovresti vergognarti di queste caratteristiche umane? Siamo continuamente bombardati dai media: devi nascondere le rughe, le smagliature, i capelli bianchi (parlo soprattutto per le donne, che – ahimé – sono le più colpite!)

Quando non ci accettiamo – e quindi non ci amiamo – avviene proprio questo: nascondiamo come siamo fatte realmente, con il risultato di diventare caricature di noi stesse.

Questo non significa raggiungere il successo, ma solo dichiararsi sconfitti rispetto al successo di un meccanismo generale che ci vuole tutti allo stesso modo, con determinate caratteristiche omologate e quindi facilmente controllabili.

Il corpo fisico è un confine, una cartina tornasole, un ponte dove avviene l’importante scambio tra dentro e fuori.

Quando c’è rispondenza e armonia il tutto funziona bene e quindi è lecito parlare di successo.

Raggiungere il successo non è un obiettivo da conquistare per poi finalmente spaparanzarsi al sole.

La vostra vita intera è il risultato del pensiero.

Perciò sta a voi ottenere quello che desiderate, sta a voi progredire, sviluppare, acquisire salute e felicità, usando la vostra attività emotiva e mentale in un modo costruttivo.

W.M Germain

Tu sei il termometro: raggiungere il tuo successo significa trovare la temperatura giusta della tua felicità.

Raggiungere il successo è un equilibrio da mantenere, il cui ingrediente fondamentale ha sempre a che fare con l’amore di sé.

Tale amore si esprime con lo sguardo critico di chi vuole migliorare, non di chi critica e si lamenta e poi non fa nulla per stare meglio.

 

Prima di salutarti, vorrei suggerirti qualche lettura utile:

Ci leggiamo alla prossima 😉

Rosalba

 

 

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