Questa settimana desidero condividere con te suggestioni, video, piccoli brani di libri che compongono la mia quotidianità. Non seguirò un filo…o forse sì…diciamo che non ho nulla di ben definito…suggestioni appunto. Sulla mia scrivania alcuni libri letti diversi anni fa e che “casualmente” sono finiti dagli scaffali polverosi della mia biblioteca a viaggiare per la casa e a dialogare con le casualità della mia vita. Film che in questi giorni vedo e rivedo con mia figlia e mio marito…quindi si parte: sei pronto?

Inoltre in questi giorni sto seguendo l’appassionante percorso “Il destino nei tuoi desideri” con Deepak Chopra attraverso 21 giorni di meditazione. I desideri – materiali o no – nascondono un’esigenza profonda dell’anima e  attraverso un’analisi approfondita riusciamo a scoprire, passo dopo passo la destinazione ultima della nostra vita, ossia il motivo principale per il quale abbiamo scelto, in origine di vivere questa esperienza. I desideri non sono altro che degli indizi messi lungo il nostro cammino: quando ci predisponiamo a seguirli, il raggiungimento della nostra felicità è sicuro.

E il Maestro disse nel silenzio:
“Sul sentiero della nostra
felicità troveremo il sapere
per il quale abbiamo scelto
questa vita. Così io ho
imparato oggi, e decido
di lasciarvi ora per
percorrere il vostro stesso
sentiero, come a voi piace”
R. Bach, Illusioni

Non si arriva mai nella propria vita, nel senso che non si smetterà mai di andare a fondo di un argomento. La tendenza è quella di accumulare un maggior numero di informazioni sui più disparati temi. Ma quando ci soffermiamo su qualcosa che pensavamo di conoscere alla perfezione, e abbandoniamo il limite che ci pone il nostro ego, apriamo la mente ad una comprensione altra, davanti a noi si profila una nuova interessante prospettiva della realtà che stiamo vivendo.

Qual è il prezzo che dai ai tuoi sogni, alle tue aspirazioni, ai tuoi desideri? A questo proposito ti propongo un video tratto da La fabbrica di cioccolato, che ha ispirato il titolo di questo articolo.

Quante volte hai fatto un discorso simile a Charlie, nella tua vita? E quante volte qualcuno ti ha fatto un discorso come quello del nonno di Charlie? Personalmente ho provato entrambe le cose. E da entrambe le cose ho imparato molto.

Capisco che nella vita esistano delle esigenze e delle responsabilità. Ma voglio comunque portare la tua attenzione su quei momenti in cui hai dato ascolto “al nonno di Charlie”, quando hai riconosciuto il valore di un’opportunità, che non poteva in nessun modo essere calcolato in euro, in lire, in dollari o in qualsiasi altra valuta. Voglio che tu vada con la mente e con il cuore in quel determinato momento in cui hai scelto di seguire quella opportunità senza prezzo e ti chiedo di riportare ad oggi quella fantastica emozione che hai sentito.

Ti sei sentito fortunato? Grato? Hai forse provato una sensazione di vertigine?

Jovanotti dice:

 La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare

Lascia che ti suggerisca un’altra suggestione. Hai mai visto Hook Capitan Uncino? Racconta la storia di Peter Pan cresciuto, il quale decide di abbandonare l’Isola che non c’è e di sposarsi con la nipote di Wendy. Con il tempo Peter dimentica il suo passato, fino al momento in cui Uncino rapisce i suoi figli e lo costringe a tornare sull’Isola. Grazie a Campanellino e ai bimbi sperduti, riuscirà a ricordare e quindi tornerà a volare. Un particolare che mi ha sempre colpito è che, da adulto, Peter soffre di vertigini: ha paura di volare! Ha paura di fare ciò che lo aveva reso libero, forte e unico, sull’Isola che non c’è. Per tornare a volare dovrà trovare il suo pensiero felice…

Hai mai pensato che tutte quelle paure che ti frenano e ti riportano ad adottare un comportamento noto, abitudinario e a reputarlo, per questo, sicuro e buono per te, in realtà siano tentativi da parte della tua anima di spiccare il volo? Di quella parte profonda di te che sa il motivo ultimo per cui ha scelto di venire al mondo in questo dato momento storico, con le tue precise caratteristiche ed esperienze di vita?

Hai mai pensato che l’unico modo per cambiare il mondo sia dando ascolto a quella strana vertigine che senti? Mi spiego meglio. Cosa provi quando fai qualcosa che ti piace? Non c’è fatica, non c’è voglia di mangiare in maniera convulsa, né necessità di assumere droghe o alcool. Saresti in grado di andare avanti per ore, senza fermarti mai. Non esiste il tempo. Ma se dovessi misurarlo, ti accorgeresti che esso passa velocemente. E non ti sentiresti ancora meglio, sapendo che, dedicandoti a ciò che ti fa battere il cuore, permetteresti a chi ti guarda, di seguire il tuo esempio?

Ora prova a pensare al tuo lavoro: probabilmente non stai svolgendo un’attività che ti soddisfi a tal punto. Ma la cosa grave non è questo: tale condizione può essere cambiata in un solo attimo, giusto il tempo di decidere di farlo. Grave è quando pensi che per te non c’è alternativa.

Voglio farti ancora una domanda: quanto cambierebbe il mondo se tutti investissero il loro tempo nell’attività per cui sono nati? Riesci ad immaginarlo?

UTOPIA? Forse…U-topia, significa “non luogo”…è un’isola che non c’è. Questo significa che non c’è ancora, ma che se riesci ad immaginarla allora puoi arrivarci.

Mi piace pensare che in qualche modo abbiamo scelto tutto della nostra vita, ancor prima di nascere. Mi diverte visualizzare l’anima come davanti uno schermo, mentre compone l’avatar al quale darà vita.

Mi accorgo sempre più spesso che le decisioni più dolorose che ho preso nella mia vita erano quelle che mi portavano lontano da “casa”. Cosa intendo per casa? Personalmente mi sento a casa quando faccio Yoga della Risata, quando la risata annulla le distanze con le persone che hanno scelto di trascorrere il loro tempo con me; quando abbraccio le persone che amo; quando mi dedico alla scrittura; quando mi metto in testa di fare una sorpresa a qualcuno e di realizzare qualcosa di unico e gentile per lei…

Sono molti i momenti in cui mi sento a casa, pur non essendo fisicamente tra le mura domestiche. Il mio concetto di casa è un non-luogo…un’utopia…eppure è così reale e tangibile!

Ti ringrazio per l’attenzione che mi hai dedicato. Spero di non aver deluso nessuna tua aspettativa (anche se spero ancor più che tu abbia cominciato a leggere questo articolo spinto dalla curiosità e non per soddisfare una qualsiasi aspettativa).

Sarò felicissima se deciderai di condividere con me il tuo punto di vista, scrivendo un commento qui sotto o facendolo privatamente attraverso una mail.

Nelle prossime settimane probabilmente non sarò costante con gli appuntamenti sul blog: mi concedo un po’ di vacanza. A proposito: sai da cosa deriva il termine “vacanza”? Da “vacuo”, che significa “vuoto”. Mi dedico a creare il vuoto e quindi a fare spazio al nuovo.

Buona vacanze, dunque

Love&Laughter

Rosalba

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