Alle volte è la scelta che la logica scarterebbe, quella che risolve non solo la tua situazione, ma anche quella di chi ti circonda. Il video che spero tu abbia visto fino alla fine, ha ispirato la scrittura di questo articolo.

Quella palla che, in tutte le combinazioni, creava casini mostruosi, alla fine si ferma così innocua, ai piedi dell’uomo che poco prima, in uno dei mondi possibili, aveva avuto un infarto. Cosa succede quando il nostro DJ affetto da manie di onnipotenza (Dio), si arrende fiducioso a ciò che lui stesso ha creato, permettendo a quella palla di trasformarsi da inconveniente a ispirazione? Cosa succede quando quella palla comincia a scatenare una serie di reazioni illogiche?

Ormai l’ho scritta un po’ ovunque questa frase…ma permettimi di ripeterla ancora una volta:

Quando tu ridi, tu cambi, quando tu cambi tutto il mondo cambia intorno a te

– Madan Kataria –

Cosa succede se permetto alla mia risata di sgorgare, senza nessun motivo?

Uno dei benefici scaturiti dalla pratica dello Yoga della Risata è quello di aiutare a ridere nelle situazioni difficili. Tutti sono in grado di ridere quando le cose vanno bene, ma lo Yoga della Risata insegna a ridere incondizionatamente. È dunque possibile ridere anche nei momenti difficili. Si guadagna forza nelle avversità, si stabilisce un meccanismo che aiuta a mantenere un atteggiamento mentale positivo, indipendentemente dalle circostanze.

Riassumerei questo punto così: lo Yoga della Risata è una metodologia che stimola la creatività, nell’inventare la propria vita.

La capacità di far fronte alle difficoltà in modo creativo di una persona felice e ottimista, sono di gran lunga superiori rispetto a quelle di una persona infelice e pessimista.

Faccio la solita precisazione di rito: essere felici ed ottimisti non vuol dire avere poco senso pratico. La lucidità e la capacità di agire (e non reagire) rispetto agli eventi è una caratteristica tipica di chi possiede un equilibrio interiore stabile ed un elevato quoziente emotivo. Tale equilibrio non è contemplabile né in stati di euforia né in stati di depressione. L’equilibrio di cui parlo è quello stato nel quale si è capaci di valutare in modo analitico i vari elementi di una situazione e di darne una soluzione che vada oltre le statistiche, oltre i rigidi schemi logico-razionali: una soluzione creativa e quindi unica.

È convinzione comune che alcuni problemi possano risolversi soltanto applicando un ragionamento logico-sequenziale, che proceda analizzando le diverse parti in causa. Sono sicura, però, che almeno una volta nella vita, ti sarà capitato di vivere l’illuminante esperienza di un’idea geniale, che sembra caduta dal cielo, letteralmente, e che con il ragionamento logico non ha nulla a che vedere.

A seconda del nostro stato fisico, psichico ed emotivo, delle nostre esperienze, del tipo di relazioni che siamo soliti instaurare, affrontiamo situazioni simili in modi del tutto differenti. È evidente che esiste un diverso procedimento intellettivo, che può – se propriamente allenato – lavorare in modo simultaneo e potenziante di quello logico-razionale.

Il nostro cervello – come forse già sai – è suddiviso in due principali sezioni. Tale suddivisione rispecchia il fatto che anche il nostro corpo ha un’articolazione binaria: due occhi, due narici, due gambe, due braccia, ecc.

L’emisfero sinistro si occupa di quelle capacità logico-razionali, che tendono a semplificare la complessità delle informazioni in modo analitico, sequenziale, deduttivo. La parte destra del nostro cervello invece si occupa di rivalutare quegli schemi logici applicati in modo troppo rigido. Qui ha sede la fantasia (se così è possibile esprimersi) la creatività e l’intuito.

Ecco perché la creatività non è un fattore genetico, ma una caratteristica che ognuno possiede, ma che pochi – evidentemente – allenano.

Con questo non voglio dire che dobbiamo essere tutti degli artisti e letterati. La creatività è una caratteristica che permette di affrontare un’infinità di situazioni che non hanno nulla a che vedere con le espressioni artistiche e letterali.Rabbit or duck illusion

A proposito di creatività il professore britannico Richard Wiseman sottopose un campione di 600 persone ad un test molto semplice: mostrò loro una serie di immagini in cui erano racchiuse due figure contemporaneamente, chiamate illusioni. Wiseman dedusse da questi test che la capacità creativa di una persona è direttamente proporzionale alla facilità con cui la persona stessa passa da una figura all’altra in un’immagine-illusione.

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immagine doppiaAlla base dello Yoga della Risata c’è il semplice e illuminante “motion creates emotion” ossia “il movimento crea l’emozione”. Si può giungere all’emozione di una risata spontanea partendo dal movimento – inteso come esercizio puramente fisico –  di una risata indotta.

Il dottor Kataria chiarisce in modo esaustivo, questo concetto, nel suo libro, Lo spirito interiore della risata, riportando lo studio dello psicologo William James che

nel 1884, scoprì che lo stato positivo o negativo, si rispecchia in una corrispondente espressione o “comportamento” del corpo. Se il corpo agisce simulando una emozione, questa sua azione stimola un cambiamento effettivo a livello mentale. La connessione funziona in entrambi i sensi: dalla mente al corpo e dal corpo alla mente.

M. Kataria, Lo spirito interiore della risata, EIFIS Editore, Cervia 2014, pag. 42

spirito interiore risata

Questo spiega come mai stimolare le zone erogene scateni le cosiddette “fantasie sessuali”, oppure come attori, abituati ad interpretare ruoli tragici/drammatici sono nella vita quotidiana “inspiegabilmente” depressi.

La parola e-mozionare deriva dal latino ex-movere che significa “tirare fuori, smuovere”.

Nello stesso libro, ma più avanti, il dottor Kataria cita Robert Holden:

Ogni bambino nasce con molto potenziale creativo per ridere, divertirsi, giocare, per essere felice e capace di amare. Ogni limitazione di questo potenziale ha un effetto avverso sulla crescita e sullo sviluppo. Tutti coloro che crescono insieme al proprio bambino interiore troveranno salute, armonia e felicità. Perciò, invece di crescere eliminando il bambino, dovremmo crescere assieme al bambino

M. Kataria, op. cit., pag.46

Praticare costantemente Yoga della Risata aiuta a recuperare una dimensione fanciullesca.

Ricordo che i primi tempi provavo un’enorme difficoltà a lasciarmi andare a parlare in Gibberish. Il Gibberish è una lingua inventata che simula il borbottio dei bambini quando non sanno ancora parlare. In realtà è un modo di comunicare che non si basa sugli schemi codificati del linguaggio che utilizziamo per farci capire. E’ pur vero che i bambini quando parlano in Gibberish stanno comunicando e lo fanno in modo creativo.

La resistenza che all’inizio ho incontrato e che incontrano molte persone quando, per la prima volta, si trovano a parlare in Gibberish, sta proprio nello smontare un qualcosa di così codificato come il linguaggio e rimontarlo in modo creativo.

Lasciarsi andare al Gibberish – e alla propria risata incondizionata – significa allenare a rendere più elastico quel movimento da un’immagine statica all’altra, come nell’esperimento di Wiseman.

È affascinante studiare a questo proposito come funziona il nostro apparato visivo: quando guardiamo una scena, i nostri occhi non sono del tutto fermi, ma compiono dei continui piccoli movimenti detti microsaccadici. Se un’immagine viene artificialmente stabilizzata sulla retina, eliminando ogni movimento a essa relativo, la visione scompare dopo circa un secondo e l’immagine svanisce. I neuroni del sistema visivo si adattano rapidamente ad uno stimolo stazionario e diventano insensibili alla sua presenza stabile. Alcuni animali infatti non compiono questi movimenti continui dell’occhio – per esempio i rapaci: ecco perché per sfuggire alla vista di un rapace, la preda in genere si immobilizza. Quindi le microsaccadi sono necessarie al fine di permettere la percezione di oggetti stazionari.

La risata che nasce dalla comicità […] è condizionata: dipende dall’intelligenza della persona, dal suo stato mentale e dal suo livello di contentezza e di soddisfazione. Ma si può ottenere la risata anche incondizionatamente. I bambini ridono senza dover ricorrere ad alcuna abilità mentale o cognitiva.[…]

Insegnare ad una persona inibita a sviluppare senso dell’umorismo è come sgorgare un tombino intasato da detriti e, una volta rimossi gli ostacoli, l’acqua tornerà a fluire naturalmente. In modo analogo la timidezza e l’inibizione bloccano il nostro senso dell’umorismo. Lo Yoga della Risata facilita questo processo di pulizia. A mano a mano che anni di influenze vengono rimossi, la risata naturale e gioiosa si libera e inizia a scorrere.

M. Kataria, op. cit., pp. 38-39.

I quattro pilastri della Gioia nello Yoga della Risata sono: Cantare, Ballare, Giocare, Ridere. Queste quattro azioni aiutano a ricontattare quel bambino dall’enorme potenziale creativo di cui parla Robert Holden nel libro Ridere: la migliore medicina (citazione sopra)

Compiere ognuna di queste azioni, porta la mente e il corpo in una condizione di estremo equilibrio: centrati nel presente. È quello il punto di vista – felice ed ottimista – più lucido dal quale osservare la propria vita e dal quale è possibile effettivamente agire per modificarla secondo i propri bisogni e desideri.

Rosalba De Amicis

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