Ti sei mai sentito inadeguato quando qualcuno non ti dava l’attenzione che pensavi di meritare?

Tutti abbiamo bisogno di approvazione e apprezzamento dagli altri. Ci fa sentire amati e parte di un qualcosa di grande e condiviso. Non c’è nulla di male in questa necessità. Il problema sorge quando questa esigenza è portata al limite. Ricercare approvazioni da tutti significa perdere una specie di bussola interna puntata verso il tuo cammino di vita, che per definizione è tuo e di nessun altro.

Hai mai letto la favola di Esopo “Il contadino, il figlio e l’asino“? E’ molto breve e non ha bisogno di troppe spiegazione. Per questo motivo desidero condividerla con te:

Un vecchio faceva il cammino con il figlio giovinetto. Il padre e il figlio avevano un unico piccolo asinello: a turno venivano portati dall’asino ed alleviavano la fatica del percorso. Mentre il padre veniva portato e il figlio procedeva con i suoi piedi, i passanti li schernivano: “Ecco,” dicevano “un vecchietto moribondo e inutile, mentre risparmia la sua salute, fa ammalare un bel giovinetto”. Il vecchio saltò giù e fece salire al suo posto il figlio suo malgrado. La folla dei viandanti borbottò: “Ecco, un giovinetto pigro e sanissimo, mentre indulge alla sua pigrizia, ammazza il padre decrepito”. Egli, vinto dalla vergogna, costringe il padre a salire sull’asino. Così sono portati entrambi dall’unico quadrupede: il borbottìo dei passanti e l’indignazione si accresce, perché un unico piccolo animale era montato da due persone. Allora parimenti padre e figlio scendono e procedono a piedi  con l’asinello libero. Allora sì che si sente lo scherno e il riso di tutti: “Due asini, mentre risparmiano uno, non risparmiano se stessi”. Allora il padre disse: “Vedi figlio: nulla è approvato da tutti; ora ritorneremo al nostro vecchio modo di comportarci”.

La verità è che esistono tante versioni della realtà quanti sono gli abitanti sul pianeta. Ognuno ha un suo modo, tutto particolare di osservare il mondo.  La maniera con cui guardiamo gli altri rivela, distorcendola, la nostra realtà. In psicologia si chiama proiezione, un meccanismo di difesa davvero molto diffuso, che si verifica quando proiettiamo letteralmente su un’altra persone un disagio personale e profondo non ancora chiarito dentro di noi. E’ possibile riprodurre sugli altri ciò che di bello riusciamo a vedere di noi stessi: questo è un atteggiamento propositivo e che porta sicuramente ad una serie di emozioni proficue per entrambe le parti.

Essere schiavi dell’approvazione o del giudizio altrui fa scattare una serie di sensazioni sgradevoli: è un po’ come quando indossi abiti scomodi – troppo stretti o troppo larghi – e non ti senti a tuo agio.

L’approvazione degli altri è uno stimolante del quale talvolta è bene diffidare.

P. Cézanne

E allora come invertire il senso delle emozioni? Puoi adottare una tecnica molto semplice e che procede per piccoli passi. Comincia con l’esaminare la sensazione di fastidio che stai provando. Prova a dire a te stesso che se ti senti così c’è un motivo e che quello è il modo che la tua anima ha di dialogare con te per farti comprendere un aspetto importante che fino ad allora non eri riuscito a vedere.

Procedi pensando alle volte in cui sei tu che non approvi qualcuno o qualcosa. Ti piace sentirti libero di farlo, pur essendo cosciente di non essere sempre dalla parte della ragione. Esistono un’infinità di motivi per cui qualcosa puoi piacerti o meno. E così è per le altre persone. Il feeling non è con tutti quelli che incontri. Il piacersi alle volte si limita ad una sensazione epidermica e che non sempre ci si preoccupa di approfondire. Il giudizio rivela molto della persona che lo esprime e davvero poco di chi lo riceve.

La cosa più bella in tutto questo è che sei libero di approvare o disapprovare ciò che vuoi. E non saresti felice se qualcuno ti costringesse nelle tue emozioni.

Si può fare, si può fare
puoi prendere o lasciare
puoi volere, puoi lottare
fermarti e rinunciare.
Si può fare, si può fare
puoi prendere o lasciare
si può crescere e cambiare
continuare a navigare

Angelo Branduardi

Lascia, dunque, alle persone la loro idea personale. Non potrai fare nulla per cambiarla. Ciò che puoi effettivamente fare è cambiare te stesso, in base a ciò che vuoi. Senza escludere il fatto che la cosa più importante e che non ti manchi mai l’amore e la stima di te stesso e l’apprezzamento verso tutte le persone per le quali la tua opinione è fondamentale.

A questo punto torna ad osservare la situazione che ti aveva infastidito. Certamente noterai un cambiamento di prospettiva. Non è necessario che sia grande o piccolo. L’importante è che ti sei spostato dalla posizione scomoda (per te) che occupavi poco prima e che hai dimostrato a te stesso che è possibile farlo.

La tecnica dei piccoli passi puoi adottarla in un’infinità di situazioni. Ti permetterà di spostare gradualmente lo sguardo e il tuo stato d’animo verso un modo di pensare e di sentire più utile. 

tecnica piccoli passi

Il modo di procedere è molto semplice: partendo da una sensazione sgradevole, la tecnica consiste nel pensare e quindi nell’immedesimarsi, nell’emozione migliore che quella situazione può offrire e poi procedere via via, spostandosi lentamente verso una scala di sensazioni sempre più positive.

Anche un viaggio di mille miglia inizia con un primo passo

Lao Tse

Nonostante se ne percepisca l’impellente necessità, può succedere di sentirsi scoraggiati ad apportare grandi cambiamenti nella propria vita, proprio perché la distanza da percorrere dal punto in cui ci troviamo fino al nostro obiettivo è percepita come superiore alle nostre capacità e possibilità. Il rischio è quello di non intraprendere il viaggio più importante della nostra esistenza, forse l’unico per cui siamo venuti al mondo: quello che conduce al centro di noi.

Fare un passo alla volta non costa grande sacrificio a nessuno. Tutti abbiamo tempo per applicare questa tecnica. Non ci sono scuse. E se per caso la tua mente in questo momento prova a dirti cose come: “Ci proverò domani” oppure “Con me queste cose non funzionano!”, probabilmente sei caduto nel suo tranello ;).

Prima di salutarti, desidero condividere con te una bellissima preghiera di Saint-Exupéry, l’autore de Il Piccolo Principe. E’ un testo davvero commovente e che puoi stampare e appendere in un luogo dove puoi leggerlo tutti i giorni:

Insegnami l’arte dei piccoli passi

Non ti chiedo né miracoli né visioni

ma solo la forza necessaria per questo giorno!

Rendimi attento e inventivo per scegliere

al momento giusto

le conoscenze ed esperienze

che mi toccano particolarmente.

Rendi più consapevoli le mie scelte

nell’uso del mio tempo.

Donami di capire ciò che è essenziale

e ciò che è soltanto secondario.

Io ti chiedo la forza, l’autocontrollo e la misura:

che non mi lasci, semplicemente,

portare dalla vita

ma organizzi con sapienza

lo svolgimento della giornata.

Aiutami a far fronte,

il meglio possibile,

all’immediato

e a riconoscere l’ora presente

come la più importante.

Dammi di riconoscere

con lucidità

che le difficoltà e i fallimenti

che accompagnano la vita

sono occasione di crescita e maturazione.

Fa’ di me un uomo capace di raggiungere

coloro che hanno perso la speranza.

E dammi non quello che io desidero

ma solo ciò di cui ho davvero bisogno.

Signore, insegnami l’arte dei piccoli passi.

Se ti va condividi nei commenti la tua esperienza e in quali aspetti della tua vita ti piacerebbe utilizzare questa tecnica o “arte” come la chiama Saint-Exupéry. Sarò felice di leggerti e risponderti. E se pensi che questo post possa essere utile a qualcuno che conosci, condividilo.

Ci leggiamo presto!

Rosalba

 

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3 thoughts on “Le aspettative e la tecnica dei piccoli passi

  1. Dopo molto tempo sono arrivata a credere in me stessa. Ormai non esiste più il “non ci riesco”… Parto da ” non l’ho mai fatto ma ci provo” a “ce l’ho fatta!!!” e spesso con risultati eccellenti… Passetto dopo passetto, raggiungerò l’ultimo scalino! Ma non mi limiterò a star lì e guardare gli altri, ma farò in modo di aiutarli a salire vicino a me!!!!

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