Sai riconoscere se sei vittima del sonno della mente? Che cosa penseresti se ti dicessi che hai due menti?

Sì proprio così: due menti! La prima, quella autentica, non è altro che la risultante delle tue esperienze: non è molto chiacchierona ed è spesso e volentieri messa a tacere dall’altra delle due menti.

il lato attivo dell'infinitoQuella che genera il sonno della mente è la seconda mente, la stessa che usi tutti i giorni, per capirci: essa è un’ “installazione estranea”.

Questo è ciò che spiega don Juan a Carlos Castaneda ne Il lato attivo dell’infinito.

Dario Canil, psicologo appassionato di misticismo e sciamanesimo tolteco, scrive in Risognare la realtà:

risognare la realtàIl mondo, così come ti si presenta nella sua maestosa e multisfaccettata apparenza, non ha alcuna esistenza oggettiva: è piuttosto la risultante di un’azione combinata di un trasmettitore e di un’antenna ricevente, lo schermo psichico del tuo spazio interiore.

Dario Canil

In questo articolo desidero riassumerti una visione che ho trovato molto interessante per la mia crescita personale a proposito del sonno della mente, emersa dalla lettura di alcuni libri che ti citerò di volta in volta e che troverai ancora tutti insieme al termine dell’articolo in una bibliografia essenziale.

Secondo questa visione, l’essere umano dorme di un sonno molto lungo e profondo – il sonno della mente, appunto –  come se fosse vittima di un incantesimo.

L’addormentato è colui che si identifica con una delle due menti, di cui sopra, e con le emozioni che essa è in grado di procurarle.

Pensi di essere quella voce logorroica e instancabile che senti nella tua testa da quando sei piccolo?

Allora è probabile che tu sia vittima del sonno della mente.

La cosa fantastica, però, è che quando vedi con occhi nuovi qualcosa, ne prendi coscienza e ti è impossibile regredire.

FedEx_logo_orange-purple.jpg.imgTi faccio un esempio che una volta fecero a me: hai presente la scritta della Fedex, il servizio di spedizioni? La vedi la freccia?

Osserva bene lo spazio bianco creato tra le E e la X finali. La vedi la freccia?

Magari lo sapevi già, magari no. Non è quest il punto. C’è stato un momento in cui te ne sei accorto e da allora non hai potuto più fare a meno di ignorare questa conoscenza. Non puoi tornare indietro, ad uno stato di ignoranza.

Stessa cosa per la domanda di sopra: se ti sei sempre identificato con la mente logorroica che hai nella teste, hai visto in modo lampante il tuo essere vittima del sonno della mente.

Vederlo ti dà la soluzione perché ti scaraventa fuori dal problema.

Ma come mai cadiamo facilmente nel sonno della mente?

Dal momento in cui si diventa adulti si sceglie più o meno consapevolmente di vedere un certo tipo di realtà e di considerarla prioritaria, quasi unica.

Questo sembra toglierci dall’imbarazzo della scelta, al contrario limita di molto la nostra capacità di risolvere i problemi dai quali troppo spesso ci sentiamo schiacciati.

Il lavoro, lo studio, la famiglia, le tasse, le preoccupazioni, le malattie…crediamo sia la sola realtà possibile e continuiamo a cercare una soluziona ad ogni problema che ci si presenta con la stessa mente che li ha creati.

Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo

Albert Einstein

In realtà così facendo alimenti il chiacchiericcio che provoca quegli stati emotivi difficili da gestire e che ti fanno sentire come una banderuola in balia del vento.

I dati sensoriali sono i tuoi, ma non hai nessun controllo sul software che li guida.

La brutta notizia è che certi pensieri non fanno altro che alimentare e replicare la realtà che siamo abituati a vedere.

Allora qual è la soluzione a tutto questo, Rosalba? Sembra quasi che tu mi stia suggerendo la follia pura!

Quando interrompi il tuo dialogo interiore e crei silenzio, in qualche modo fai collassare questo sistema fallato.

Lascia che ti racconti una storia zen. Un famoso koan zen racconta di un’oca che, ancora uovo, fu sistemata in una bottiglia. Quando l’uovo si schiuse, l’oca crebbe all’interno della bottiglia.

La domanda del koan è la seguente:

Come si fa a far uscire l’oca dalla bottiglia
senza rompere la bottiglia e senza uccidere l’oca?

Sì lo so, è impossibile! Se usi la mente che ha generato il problema stesso. La risposta data al koan fa collassare il senso logico:

L’oca è fuori!

Il monaco al quale il maestro aveva posto questo quesito, per anni aveva cercato un soluzione impossibile da trovare: la mente razionale non aveva raggiunto una soluzione soddisfacente e la sua ricerca era diventata una sorta di fissazione logorante.

L’oca è fuori è un non-sense: libera l’essere umano da una fissazione per permettergli di intuire l’essenza della realtà.

La vicenda narrata non è altro che una metafora della vita: ci si impegna a risolvere con la mente quesiti creati dalla mente.

Quando la soluzione è fuori: non c’è nessuna oca nella bottiglia! L’oca è fuori.

Sempre a proposito di questo koan l’ufficiale Riko, una volta chiese al maestro Nansen di dargli delucidazioni a proposito di quell’oca nata e cresciuta nella bottiglia.

Il maestro batté le mani e gridò il nome dell’ufficiale. Riko saltò per la sorpresa e il maestro aggiunse:

“Vedi? L’oca è fuori!”

Il battito di mani richiama quel gesto dell’ipnotizzatore che risveglia il dormiente dalla trance, riportandolo al presente.

Ricordi?

Quando sei presente, il tuo agire diventa un’occasione per spazzare via la polvere e le nubi dell’anima e raggiungere un grado di consapevolezza che coincide sempre più con il risveglio spirituale.

Se non lo hai ancora fatto, leggi l’articolo Come spazzare via la polvere e le nubi dell’anima.

Per consentire alla magia di avere presa su di noi, non dobbiamo fare altro che bandire ogni dubbio dalla nostra mente. Una volta eliminati i dubbi tutto diventa possibile.

Carlos Castaneda, Il potere del silenzio

Il sonno della mente è quello stato che sperimenti quando ti ostini a risolvere i problemi con la stessa mentalità che li ha generati.

Allenarsi alla presenza, ad interrompere il chiacchiericcio interiore e a creare momenti di silenzio permette di scuotersi dal sonno della mente, facilitando il risveglio della tua essenza.

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Ti lascio un elenco per approfondire l’argomento qui sotto.

Ci leggiamo alla prossima

Rosalba

Per approfondire l’argomento:

 

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