Come si fa ad uscire dalle difficoltà? 
Un lutto, un abbandono, un licenziamento, una malattia o una qualsiasi forma di tragedia: ognuna di queste cose conduce ad un irrigidimento, fisico, emotivo e dunque ad una resistenza.

A partire dal rumore molesto del tuo vicino di casa, al dolore fisico più acuto: il corpo reagisce sempre contraendosi. A seguire pensieri poco utili, lamentii,che alimentano quello stato di resistenza.

Così facendo, piuttosto che uscire dalle difficoltà che stai vivendo, ti ci infili per bene, quasi senza via di uscita.

Tali situazioni di vita, comuni a tutti gli esseri umani, hanno il compito di portarti fuori da te, verso un equilibrio superficiale e illusorio.

Ma allora, qual è l’atteggiamento migliore per poter uscire dalle difficoltà incolumi?

Fluisci!

La mente è una gran conservatrice e per questo schiaccia il freno di fronte alle difficoltà, generando attrito e resistenza.

Proprio per questa sua caratteristica, l’effetto che ottiene non è di uscire dalle difficoltà, ma di scontrarcisi ancora di più.

Il cuore invece, per uscire dalle difficoltà, sceglie di fluire.

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Va bene, Rosalba! Fluire: che cosa significa? Che mi metto un paio di pattini ogni volta che sono in difficoltà?

In un certo senso sì! I pattini di cui desidero parlarti sono la resa: arrenditi alle difficoltà!

Non ti sto invitando a mollare, a subire supinamente una situazione che non ti piace e nemmeno ad accettare di essere sconfitto.

Il mio è un invito a conoscere più a fondo un essere davvero fantastico: tu! Solo quando accogli ciò che sei subentra lo stato d’animo giusto per fluire: la quiete.

Se in un sintomo troviamo un principio che ci manca, basta imparare ad amare li sintomo perché esso realizza già quello che ci manca. Chi attende con impazienza che il sintomo sparisca, non ha capito ancora il concetto di base.
Questa è una chiave: accettando il sintomo lo rendiamo inutile. Il sintomo sparisce quando il paziente è diventato indifferente ad esso.

T. Dethlefsen, Malattia e Destino. Il valore e il messaggio della malattia

Quando resisti alla vita, con i giudizi e i lamenti, con le emozioni negative, alimenti una situazione sgradevole e, generando attrito, senti più sofferenza.

Fluire vuol dire accogliere la situazione presente per quella che è, allineando il tuo agire pratico di conseguenza.

Lamentarti e imprecare ti porterà a transitare più a lungo nella difficoltà, sprecando tempo prezioso che potresti utilizzare per risolvere il problema.

Quando comprendi che tu non sei quella situazione difficile che stai vivendo, diventi super partes.

Da questa posizione elevata hai l’opportunità di scegliere di cambiare ciò che effettivamente non ti è più utile e accettare ciò per cui non puoi intervenire, senza per forza dover tirar giù tutto il calendario!

E’ l’ego che ti vuole nel limbo della sofferenza. Elevarti vuol dire liberarsi dalla resistenza che attira solo altra resistenza, e uscire dalle difficoltà.

Rosalba, sembra che tu mi stia suggerendo di non lottare più per ciò che ritengo importante.

Non è esatto. Ti sto suggerendo l’atteggiamento che trovo più efficace.

Credo che esistano dei frangenti di vita nei quali lo spirito guerriero possa armonizzarsi con un sereno arrendersi all’istante presente.

Abbassare il livello di resistenza, in altre parole, è far sparire quel rassicurante ma spesso limitativo attrito che ci tiene ancorati a terra.

La resa la vedo come la fase bozzolo del bruco che si arrende al suo essere, senza la benché minima certezza di ciò che sarà il suo futuro.

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Ama, perdona, arrenditi alla tua Divina Presenza. Non cercare ossessivamente la pace. Non cercare immediato sollievo a una qualsivoglia sofferenza, ascoltala piuttosto, attraversala e poi lasciala andare senza resistenza. Non cercare alcuno stato diverso da quello in cui ti trovi adesso, perché non faresti altro che alimentare un conflitto nascosto e generare nuova resistenza. Ama quel momento, nonostante tutto, perché è vero, perché ti sta insegnando qualcosa e perché lo stai cercando tu, esattamente così come è. Perdona te stesso se senti che quel sentire non è opportuno, non riflette la pace. Perdonati di non sentirti in pace. Perdonati di non sentirti adeguato riflesso corporeo della Divina Presenza che percepisci in te, della Coscienza che sei. Quando non opponi resistenza alla tua inquietudine tu smetti di alimentarla e come un alchimista la trasformi in pace. La non-resistenza è la chiave alchemica della trasmutazione. Questo è il significato profondo dell’arrendersi al Momento Presente. Ogni cosa è perfetta cosi come è.

D. Canil, Risognare la Realtà

Prima di salutarti, desidero scriverti un decalogo di consigli più uno, da tenere presente, se lo ritieni opportuno, per uscire dalle difficoltà.

  1. Asseconda la realtà, limitando al minimo l’automatismo nel pensiero.
    Per uscire dalle difficoltà, come suggerirebbe Einstein, hai bisogno di adottare una logica differente da quella che hai usato per infilartici. Prova a concentrare il tuo pensiero nella tua capacità di percepire il presente.
  2. Falla semplice!
    La difficoltà di per sé è una complicazione, un ingarbugliamento caotico. Prediligi atteggiamenti, pensieri e azioni lineari e semplici. Cerca insomma, di non complicarti la vita!
  3. Evita il lamento.
    Se ti lamenti non risolvi, ma complichi. Prova a sostituire l’attitudine alla lamentela con la parola “grazie“.
    Certo! Ringrazia ciò che ti porterebbe di istinto a lamentarti. Per uscire dalle difficoltà hai bisogno di imparare da esse: l’atteggiamento di gratitudine ti predispone all’apprendimento.
  4. Cerca il bello.
    E’ facile farlo quando la vita è rose e fiori. Un po’ meno semplice è quando devi uscire dalle difficoltà. La bellezza predispone alla fluidità, come nell’esempio della farfalla, ricordi?
    Arrendendosi alla goffaggine del bruco, trova la bellezza delle sue ali che le permettono di volare verso il sole.
  5. Accetta gli eventi per come sono.
    Non sei uno sfigato, non ce l’hanno tutti con te. Non hai nemmeno la calamita per le sfortune. Quello che succede non è né negativo né positivo: accade, punto.
    Tu scegli di soffermartici e identificartici oppure di predisporti con l’atteggiamento giusto per poterne uscire prima possibile.
  6. Non giudicare gli altri.
    Per lo stesso motivo per cui, tante volte hanno dato giudizi affrettati su di te. Non sei esente da errori. E non sei neanche l’unico essere che sbaglia con tutte le buone intenzioni.
  7. Datti il permesso di meritare l’abbondanza.
    Sembra assurdo, ma ti assicuro che, per esperienza personale, è così: ci ritroviamo dentro i problemi perché non ci sentiamo degni di meritare il meglio.
    Abbandona questa convinzione, dopo esserti arreso ad essa. Ricordati che sei qui non per errore, ma per selezione: tra miliardi di spermatozoi, uno solo ha raggiunto l’obiettivo. Questo significa che hai un compito importane in questa vita: trattati bene.
  8. Sintonizzati con ciò che è gioia.
    Scegli cosa far entrare e cosa tenere fuori. A partire dal cibo, alla musica, dalle immagini, alle persone che ti circondano. Sii selettivo. Non per snobismo. Ricorda sempre il tuo obiettivo: uscire dalle difficoltà. Per farlo hai bisogno di sintonizzarti sulle frequenze opposte ad esse.
    E quando proprio non puoi scegliere, hai comunque l’opportunità di prediligere l’atteggiamento migliore: ricordi i pattini? Indossali, mentalmente, e scivola via da ciò che è poco utile per te.
  9. Accetta la realtà degli altri.
    Difficile, soprattutto quando si tratta del partner, di un figlio, di un genitore. Ma possibile, se ricordi che amore non vuol dire essere simili a tutti i costi, ma rispettando le differenze, valorizzarle per rimanere sintonizzati sulla stessa frequenza del cuore che è quella della libertà di volo.
  10. Molla la presa.
    Alle volte le questioni di principio logorano chi le porta avanti. Il risultato? Deludente, ahimè! Invece di uscire dalle difficoltà ci rimani attaccato come una cozza allo scoglio.
    La cosa bella è che, così facendo, tu vivi in un tempo che non c’è – il passato – e dove effettivamente non puoi fare nulla per cambiare le cose.
    Pensaci: ne vale davvero la pena?
  11. Metti i pattini ai piedi e fluisci.
    Cambia il ritmo alla tua vita nei momenti bui. Scegli di illuminarli con la luce della tua consapevole quiete.

Ricorda che:

Quando  nessuna azione sembra utile per uscire dalle difficoltà, la soluzione è la resa: adagiati nella quiete che deriva dall’accettazione di ciò che è, libera la tua anima dall’identificazione con ciò che ti ancora a terra, fai spuntare le ali della tua farfalla.

Hai un enorme potere: il tuo compito in questa vita è di riportarlo alla luce.

In riferimento a quanto ti ho detto, credo possa esserti utile la mia

Meditazione guidata

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Di seguito ti suggerisco alcune letture utili per approfondire questo argomento:

Ci leggiamo alla prossima 😉

Rosalba

 

 

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