Superare il limite che tu stesso ti poni può sembrare una delle imprese più difficili da gestire.

Il limite è un’abitudine che si è insinuata con anni di comunicazione tra mente e corpo.

Il cervello monitora continuamente le funzioni dell’intero corpo: tiene d’occhio le reazioni chimiche che producono sensazioni, le quali generano a loro volta altri pensieri che producono reazioni chimiche che ci fanno sentire in un determinato modo.

Questo significa che il limite all’origine è solo un pensiero che fa scaturire un sentire.

Successivamente non fai altro che invertire questo processo: pensi a come ti sei sentito quella prima volta e quindi ti ci senti di nuovo.

Tu vorresti superare il limite che ti sei posto su un obiettivo lavorativo, per esempio.

Se non ci riesci è probabile che durante la tua infanzia un tuo genitore o un insegnante ti abbia detto che non eri portato per fare determinate cose, che non potevi pretendere di più.

Questi giudizi ti avranno fatto sentire in un qualche modo. Il tuo corpo ha tradotto quelle parole, alle quali tu davi un gran peso, in reazioni chimiche.

Da quel momento in avanti, ogni volta che ti sei trovato di fronte ad una situazione simile, piuttosto che fare appello alle tue risorse migliori per spingere in avanti e superare il limite, sei andato a ripescare quella precisa emozione, allenandola con il tempo.

Pensandoci, riaccendi in te quella percezione. Come? Si azionano in te gli stessi processi chimici.

Non solo: considera che a forza di ripensarci ogni volta, li rafforzi talmente tanto da trasformarli in certezze incrollabili.

Tu pensi sia davvero così…e lo è! Non perché tu non possa effettivamente superare il limite che ti sei prefissato.

Semplicemente perché il tuo sistema corpo-mente si è abituato a replicare quella data realtà.

Per lui è l’unica, quella familiare. Qualsiasi alternativa equivarrebbe ad un dispendio energetico e a una sofferenza data dal cambiamento che preferisce non affrontare.

Non perché ti voglia male. Ma perché preferisce conservare energia.

Sono sempre stato pigro
Sono ansioso
Non sono sicuro di me
Mi arrabbio facilmente
Non sono intelligente

Sono tutte espressioni che ti fanno vibrare in un dato modo. Anche quando le pronunci scherzosamente: la radice di quel pensiero non è positiva per te.

Dentro il tuo corpo-mente scatta l’automatismo che genera determinate sostanze chimiche.

Tu cominci a sentirti in un modo ben preciso e come fossi una lanterna, illumini ciò che ti circonda con le caratteristiche della luce che brucia dentro di te.

Superare il limite di essere se stessi vuol dire restituire alla mente la funzione originaria che è quella di pensare.

Qualche articolo fa parlavo del fatto che possediamo due menti e di come spesso mettiamo a tacere quella sbagliata.

LEGGI L’ARTICOLO “Il sonno della mente”

Quando ti abitui a provare determinate sensazioni non stai più pensando con la mente ma con il corpo.

La mente cade in letargo mentre il corpo esegue in automatico le sue belle reazioni familiari.

Come si fa a svegliare la mente?

Con la consapevolezza e rompendo coraggiosamente una routine.

Quando torni ad essere consapevole delle tue emozioni, non ti limiti semplicemente a subirle, ma le osservi con occhio critico, ti accorgi che quello che hai davanti è un meccanismo fallato.

Non perché non funzioni! In verità lo fa alla perfezione.

Solo che tu non lo hai scelto: lo ha subito accettandolo come unico.

Quando diventi consapevole, la mente si risveglia dal sonno profondo. Allora decide di cambiare: fantastico!

Ma la vera partita si gioca proprio qui: perché il corpo va in sciopero!

Se per anni ha lavorato seguendo una logica, ora che arrivi tu con le tue manie di miglioramento, rompi le uova nel paniere.

Immaginati la situazione di una fabbrica: gli operai hanno da anni ruoli ben precisi e percepiscono un salario in base alla professionalità e alle ore di lavoro.

Il capo sa che c’è qualcosa da migliorare per poter ottimizzare i consumi, per aumentare la produzione.

Espone il progetto nel quale chiede a tutti di mettersi in gioco per un rinnovamento generale.

Questo per un periodo più o meno lungo significa maggiori ore lavorative allo stesso prezzo. E in più un cambio quasi totale nelle competenze di partenza.

Rivolta! Lamenti, proteste…scioperi, sindacati! La verità è che tutti dicono che è necessario cambiare, in pochi poi hanno effettivamente il coraggio di farlo.

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Anni trascorsi a fare certi pensieri, e quindi a provare certe sensazioni, e poi a pensare in modo analogo a quelle stesse sensazioni (il criceto nella ruota) determinano uno stato emotivo memorizzato che ci spinge a dichiarare enfaticamente: “Io sono cosi” come se fosse verità assoluta. Arriviamo al punto di definire noi stessi attraverso quel modo di essere. Pensieri e sensazioni si sono fusi insieme.

J. Dispenza

Similmente la tua decisione di cambiare per poter superare il limite che ti sei posto, potrebbe essere paragonata ad una crisi di astinenza da quelle emozioni passate.

Si blocca l’intero sistema e va in allarme.

I valori delle sostanze chimiche in grado di produrti uno stato emotivo familiare cominciano ad abbassarsi.

Potresti cominciare a sentire una vocina insidiosa che ti invita a rimandare al giorno dopo questa importante decisione di cambiamento.

Se malauguratamente persisti nel tuo intento di superare il limite allora le proteste/minacce diventano più intense.

Il tuo corpo-mente vuole riprendere il controllo della situazione e così comincia a rivangare pensieri antichi con i quali in passato ti sei trastullato, limitandoti.

Sei un disastro! Sei patetico! Ma dove credi di andare? Non cambierai mai. Non sei predisposto a  fare quanto ti stai prefiggendo.

E così via discorrendo.

In meno di niente ti ritrovi a rivivere la tua vita di sempre dentro il tuo recinto familiare perché a te noto, ma infelice.

Come si fa dunque a superare il limite di essere se stessi?

Sarebbe consigliabile provare ad uscire fuori dallo schema prevedibile della tua vita.

Questo significa introdurre novità. Non per forza stravolgere la tua esistenza.

Puoi scegliere di introdurre abitudini felici che portino benessere, salute, felicità e divertimento nella tua vita.

Scegliere di cominciare ad alimentarsi in modo diverso, più sano; imparare una nuova lingua; smettere di fumare; scrivere finalmente quelle canzoni che sai di voler fare; cominciare un corso di yoga o di ballo.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.

M. Medeiros

La mente si sveglia di fronte al nuovo. E in genere cominciare col cambiare alcuni aspetti nella vita aiuta a mettere in discussione anche quelli più complicati.

Per cambiare l’idea che non sei in grado di superare il limite, hai bisogno di pensare più in grande di come quel pensiero di partenza ti fa sentire.

Questo è un argomento molto ampio, difficile da esaurire con un solo articolo.

Tuttavia spero che queste righe ti siano state utili per contribuire a illuminare la questione con nuove domande e a far emergere una nuova consapevolezza.

Come sai sono sempre molto felice di leggere i commenti e i punti di vista di chi mi legge. Anche questa volta mi farà piacere farlo e rispondere.

Ci leggiamo alla prossima

Rosalba

 

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