Non si tratta solo di uno strumento per controllare se siamo pettinati e vestiti bene: lo specchio è utile per la crescita personale.

Come sai, la crescita personale indaga quel campo che ha a che fare con l’immagine di sé: come percepisci, pensi, senti, immagini te stesso in senso lato?

Lo specchio, similmente, ci restituisce l’immagine di noi stessi: è proprio in questa assonanza che è possibile scorgere l’utile gancio per comprendere in che modo usare uno specchio per la crescita personale.

Esistono alcuni simboli che da sempre esemplificano in modo efficace la crescita personale e la conoscenza di sé.

Il labirinto, per esempio, è uno strumento usato da millenni per la crescita personale, poiché il suo percorso riproduce simbolicamente il viaggio iniziatico del ricercatore spirituale.

Il labirinto è un mandala costruito secondo la Geometria Sacra, nel rispetto delle proporzioni auree: rappresenta, dunque, la manifestazione terrena delle leggi universali che facilitano il raggiungimento dell’armonia interiore.

Anche lo specchio è uno strumento utile per la crescita personale: anticamente era considerato il modo in cui le divinità osservavano e riflettevano le cose che accadevano sulla terra in seguito ai loro inneschi.

Se l’essere umano e tutte le forme di vita sulla terra sono espressioni individuali di un’unica divinità che si fa relatività per esperire la vita, lo specchio è l’occhio segreto, il passaggio attraverso il quale la divinità stessa valuta i risultati dei suoi esperimenti.

E’ legata al simbolismo dello specchio anche la credenza secondo la quale l’immagine che esso riflette contenga l’anima di chi si pone ad esso innanzi.

Da qui deriva la convenzione che rompere uno specchio equivalga a frantumare l’anima di chi si sta riflettendo in esso.

Lo specchio è anche un portale che mette in comunicazione la dimensione conscia con quella inconscia come accade in Alice attraverso lo specchio.

 

Anche nei sogni lo specchio mantiene un’interessante simbologia: nello specchio si manifestano le ombre, il nostro passato, ma anche i pensieri e i desideri, ciò che vediamo, ma anche tutto ciò che non vorremmo vedere e dai cui fuggiamo.

Lo specchio è un utile strumento per la crescita personale perché esso rappresenta simbolicamente la chiave che dona l’accesso alla realtà che oltrepassa la ragione.

Noi ora vediamo in uno specchio, in enigma, ma verrà un tempo in cui vedremo faccia a faccia. Ora la mia scienza è parziale, ma verrà un tempo in cui io conoscerò per intero, come sono conosciuto.

San Paolo

L’immaginazione è essa stessa uno specchio di ciò che desideriamo, di ciò che componiamo nella nostra mente e nel nostro sentire, prima di manifestarli nella realtà.

E’ grazie all’associazione tra specchio e immaginazione che è possibile percepire un concetto ancora più ampio.

L’immagine della realtà oggettiva non sarà mai qualcosa di compiuto, piuttosto una massa e un’energia in divenire, come qualcosa che si libera dall’informe e che ha infinite possibilità.

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Immaginare come si desidera essere è un modo per modificare l’immagine dell’Io.

Ma per poter modificare parti di noi è necessario avere la consapevolezza di quelli che sono i nostri difetti: saperli guardare in modo distaccato, ma efficace.

Osservare i propri difetti allo specchio significa “leggere” un segnale e utilizzarlo come guida per migliorarci.

Il difetto in senso lato ha proprio la funzione di segnale, esattamente come i segnali stradali: ci permettono una guida consapevole.

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Abbiamo tutti degli aspetti del nostro corpo e del nostro carattere che non ci piacciono e che non accettiamo.

La non accettazione ha a che fare con la paura e la paura in senso lato si manifesta quando non siamo consapevoli di qualcosa, quando non siamo riusciti a guardarla per quello che effettivamente è.

Lo specchio, a questo punto, diventa lo strumento utile per la crescita personale perché grazie a lui abbiamo l’opportunità di osservare al suo interno una caratteristica fisica che non ci piace o l’emozione che segue a qualcosa che ci inquieta.

L’immaginazione, come spesso ricordo nei miei articoli,  è lo strumento fondamentale per poter creare una nuova versione di se stessi e della realtà che viviamo.

Ma è vero anche che, continuando ad immaginare qualcosa che desideriamo, senza avere prima preso consapevolezza e accettato il nostro difetto, non permetterà a questo di sparire in modo definitivo dalla mia vita.

Lo specchio come strumento reale per la crescita personale dà l’opportunità di osservare ciò che siamo per poter capire dove intervenire per modificare e migliorare.

Faccio una doverosa puntualizzazione: qui parliamo di quei piccoli difetti, fisici e non, che è possibile affrontare senza il supporto di un medico o di uno specialista.

L’auto terapia davanti allo specchio non è raccomandata per esempio per coloro che soffrono di dismorfofobia (la fobia che nasce da una visione distorta che si ha del proprio aspetto esteriore, causata da un’eccessiva preoccupazione della propria immagine).

In casi simili è necessario un approccio differente che personalmente non ho le conoscenze, né le capacità per affrontare.

Ecco perché la mia raccomandazione è di utilizzare questi spunti solo per piccoli difetti che possono ugualmente condurre a grandi miglioramenti.

Portarsi uno specchio dietro o anche utilizzare la fotocamera del proprio smartphone è utile per poter osservare la mimica del nostro volto mentre proviamo determinate emozioni.

Il primo passo per poter cambiare e migliorare è conoscere il proprio punto di partenza, esserne consapevole e saperlo riconoscere quando si innesca.

Le espressioni facciali a tal proposito sono un buon modo per osservarsi.

Il monaco buddista, poeta e attivista vietnamita per la pace Tich Nath Han nel suo libro Spegni il fuoco della rabbia, consiglia di portare con sé uno specchietto da usare tutte le volte che siamo preda della rabbia, per guardare la nostra immagine deformata da questa emozione.

Questo sarebbe un modo efficace per rendersi conto di come si diventa orribili quando ci si arrabbia, facilitando così il controllo di questa emozione.

Similmente a quanto sostenuto da Tich Nat Han, lo psicologo statunitense Paul Ekman afferma, in base a ricerche ed esperimenti compiuti, che le emozioni non sono determinate dalla cultura di un posto o dalle tradizioni, ma sono universali eguali per tutto il mondo.

Questo significa che sono di origine biologica.

In questo modo, osservando e riconoscendo le nostre emozioni, grazie all’ausilio di uno specchio, partendo dalle nostre espressioni facciali, è possibile riconoscerle in se stessi e cambiarle, per ottenere risultati differenti, oltre che riconoscerle negli altri.

Alcuni testi di riferimento per Paul Ekman, per approfondire questo argomento, sono:

Per utilizzare lo specchio come strumento di crescita personale è necessario guardarsi in modo sano: questo significa porsi davanti la superficie riflettente libero da giudizi e critiche che in questa fase delicata non ci sono di nessun aiuto.

Tuttavia risulta difficile astenersi dal giudicare i propri difetti: è per questo che, durante l’osservazione, quando emergono tali giudizi, è utile porsi di fronte ad essi con lo stesso atteggiamento di osservazione distaccata.

Questo atteggiamento permette di essere consapevoli delle proprie emozioni e guardarle da un punto di vista utile per poterle comprendere e non semplicemente per subirle.

Una volta che ci si pone di fronte lo specchio con questo atteggiamento costruttivo è possibile focalizzarsi sui propri difetti.

E’ chiaro che se non sei riuscito a metterti nella posizione dell’osservatore distaccato, ma presente, una volta che cominci a osservare i tuoi difetti sentirai salire emozioni fastidiose.

Ritorna sempre all’osservare senza giudicare. Persino le emozioni che minano la tua serenità: osservale per quello che sono.

Cercare in modo volontario i propri difetti mentre ti guardi allo specchio è un modo per essere consapevoli senza fuggire o ingannarsi.

Accettare i tuoi difetti non significa che dovrai conviverci per sempre: li accetti nel momento in cui li osservi, ben consapevole che quello è il punto di partenza del tuo viaggio verso li miglioramento.

Tutti gli esseri possiedono all’origine l’illuminazione spirituale, nello stesso modo in cui è nella natura dello specchio splendere. Se al contrario le passioni velano lo specchio, esso è allora invisibile, come se fosse ricoperto di polvere. Se i pensieri malvagi sono dominati e distrutti secondo le indicazioni del Maestro, essi cesseranno di manifestarsi. Allora lo spirito sarà rischiarato, secondo la stessa natura, e nulla vi resterà nascosto. E’come la politura di uno specchio…

Dogma buddista T’Chan del Nord

L’autenticità del cuore è lo specchio pulito entro cui il mondo si riflette realmente, senza deformazioni derivate da pensieri e emozioni fuori controllo.

Lo specchio è uno strumento di crescita personale poiché rappresenta in modo semplice ed efficace una verità: fino a quando si riflette il mondo molteplice, il nostro cuore e lo spirito stesso di conoscenza rifletteranno tale molteplicità e la separazione che essa suggerisce.

Quando lo specchio del cuore rispecchia autenticamente l’essenza divina, anche il mondo si adatterà a tale limpidezza, proprio perché non esiste separazione.

Rosalba

 

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