Accettare se stessi è la conditio sine qua non per poter accedere al livello successivo del gioco della vita.

Accettare se stessi, infatti, ti dà il permesso di varcare la soglia del successo, del benessere, della felicità, della pace interiore e del rispetto altrui.

Perché, accettare se stessi, aiuta a intrattenere relazioni autentiche e sane: questo non è così scontato come potrebbe sembrare.

Il desiderio di accettazione molto spesso è rivolto all’esterno e il nostro agire ne è profondamente condizionato.

Tra figli e genitori, tra amici, all’interno delle coppie: compiacere l’altra parte spesso è la diretta conseguenza di una ricerca di approvazione e di amore.

La merce di scambio in questo tipo di relazioni è la libertà e la pace.

Accettare se stessi equivale ad uno stato di libertà dalla paura, dalla sofferenza, dalla percezione di mancanza e insufficienza e quindi dal bisogno, dalla necessità, dall’attaccamento e dal possesso.

Se pensi che per ottener tutto ciò tu abbia bisogno di tempo è molto probabile che sia caduto in uno dei tranelli della mente.

Se si vuole accettare se stessi è possibile farlo subito nel qui e ora.

Le relazioni, in special modo quelle sentimentali, sono universalmente ricercate proprio perché appagano quella necessità di librazione da paura, bisogno, mancanza e incompletezza.

La necessità di completezza a livello fisico si manifesta sotto forma di attrazione maschio-femmina.

La radice di questo impulso fisico è di natura spirituale: è il desiderio di porre fine alla dualità, di ritornare allo stato di integrità e completezza.

E. Tolle

A livello psicologico, quando ti identifichi con la tua mente, tale senso di incompletezza è ancor più potente.

E’ così che avviene che per accettare se stessi ci si identifica con la propria posizione sociale, con ciò che si possiede, con l’aspetto esteriore, con successi e fallimenti.

Un’identità basata su questi presupposti è facile da mettere in crisi, non trovi?

La sensazione di incompletezza, dunque, perdura fino a quando non si incontra la persona che sembra risolver ogni problema.

Improvvisamente tutta la tua vita ha un nuovo confortante centro di gravità: la persona amata.

Tale centro però, se osservi bene, è ancora decentrato. Sì perché non si trova all’interno, ma fuori di te.

Accettare se stessi ha che fare proprio con questo centro. Alle volte le relazioni amorose nascondono un inganno: celano al loro interno l’opposto dell’amore.

Torniamo al nostro esempio: il tuo nuovo centro di gravità, l’more della tua vita fa improvvisamente qualcosa che non coincide con le tue esigenze.

Tornano dolorose le sensazioni di paura, mancanza, separazione, accompagnate da una buona dose di delusione e risentimento nei confronti del partner.

Credi che la causa di tutto questo dolore sia l’altro. Eppure non è così. La responsabilità di tutto questo la trovi all’origine, quando hai posto il centro del tuo equilibrio fuori di te.

Qual è la soluzione?

Personalmente mi è capitato di pensare che fosse non innamorarmi più. Ma all’atto pratico mi sono resa conto di come ciò fosse impossibile.

Poi, grazie ad alcune letture, ma soprattutto in seguito all’esperienza diretta, mi sono resa conto di come le relazioni sentimentali siano una meravigliosa occasione per accettare se stessi e permettere un’importante trasformazione interiore.

Accettare se stessi è la chiave di questa trasformazione interiore e quindi della trasformazione della relazione che stai vivendo.

Accettare se stessi ha a che fare con il momento presente, quindi con l’io sono.

Non l’io sono stato o l’io sarò, bada bene: questi due stati portano ad identificarsi con il dolore, la paura, l’incompletezza e la mancanza.

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Accettare se stessi è come guardare se stessi allo specchio in questo momento ed esclamare

Io sono così ora

L’osservazione e la consapevolezza di questo Essere, al di là di ogni elucubrazione mentale, fa cessare l’identificazione con separazione, mancanza, dolore e paura.

Ti identifichi con tutto ciò, perché non accetti ciò che è in ogni istante, ma vorresti che tutto, te compreso, fosse come pensi dovrebbe essere.

Le relazioni sentimentali sono un ottimo ponte per elevarsi spiritualmente. Piuttosto che identificarci con ciò che ci crea dolore, fastidio e separazione nell’altro, perché non accettarlo per quello che è ora?

Questa semplice decisione consapevole crea la distanza giusta dal lavorio dell’ego e permette di osservare la situazione ben saldi nel proprio presente, dove c’è l’Essere nella sua imperturbabile pace.

Invece di riflettere l’un l’altro il vostro dolore, la vostra inconsapevolezza e i reciproci bisogni di dipendenza dell’ego, riflettete l’amore che sentite nel profondo, quello che arriva con la realizzazione della vostra comunione con tutto ciò che esiste.

E. Tolle

Una comunione che è trasformazione interiore e che deriva dall’accettare se stessi e gli altri.

Comunicare correttamente significa imparare ad esprimere ciò che si sente, privato del giudizio, del biasimo, della paura, della mancanza.

Le relazioni sentimentali sono laboratori privilegiati per l’investigazione profonda di sé e per la liberazione.

Solo quando accetti totalmente e profondamente te stesso e ciò che sei, ti trasformi in un essere libero.

E libertà significa aprire le porte delle infinite potenzialità alla luce di una nuova consapevolezza.

Se hai la fortuna di vivere una relazione sentimentale dunque, sentiti profondamente grato, anche se sono più i momenti no di quelli sì.

Prova a benedirli (alla lettera, dire bene di loro), cominciando ad accettarli per quello che sono ora.

Non permettere che il dolore, il fastidio che senti si trasformino in ciò che sei.

Poni tutta la tua consapevole attenzione a ciò che ti turba, perché questo significa accettarlo.

L’Essere si esprime in questa accettazione presente. Ed è davvero tutto ciò di cui hai bisogno per ritrovare la serenità.

Una serenità che è molto più che felicità, perché non dipende dalle condizioni esterne che sono alle volte favorevoli alle volte no.

Si tratta di una serenità che è tale in ogni singolo istante, simile a una luce che con la sua presenza sfida l’oscurità.

Accettare se stessi è l’espressione massima della propria essenza, che ha un solo tempo: l’ora.

Da qui è possibile trasformare la dualità in unità e cambiare ciò per cui possiamo effettivamente fare qualcosa o accettare ciò per cui non possiamo fare nulla, senza identificarci con dolore e delusione.

Le relazioni sentimentali sono un perfetto laboratorio di tutto questo.

Per la scrittura di questo articolo sono profondamente grata a mio marito Cristiano e a mia figlia, oltre che al meraviglioso libro di Eckhart Tolle, Il potere di adesso, di cui ti consiglio caldamente la lettura.

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Ci leggiamo alla prossima,

Rosalba

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