Risollevarsi da una batosta non è solo una questione di fisico bestiale!

Alla fine della fiera esistono due possibili reazioni ai duri colpi della vita: puoi scegliere di abbatterti o di reagire.

Tra vittoria e sconfitta c’è una giusta via di mezzo: la resilienza.

Oggi si parla sempre più frequentemente di resilienza: essa è la capacità di trasformare ciò che succede in un’opportunità di cambiamento positivo piuttosto che in una sconfitta.

Di fronte ad un lutto, una malattia, un grave incidente, un divorzio, un licenziamento, una crisi lavorativa, puoi scegliere se chiuderti a riccio o passare al contrattacco.

Essere appunto resiliente.

La parola resilienza ha origini antiche: si riferiva alla capacità dei naufraghi di saltare su o risalire sulle loro imbarcazioni dopo che si erano ribaltate.

Quanto sia fondamentale possedere questo straordinario talento in un’epoca come la nostra, non sono certo io a dovertelo dire.

Alcuni hanno persino paragonato la resilienza al sistema immunitario.

Come quest’ultimo protegge il nostro organismo dagli agenti patogeni, senza comprometterne il funzionamento, ma anzi, rafforzandolo dopo ogni malattia, così la resilienza rafforza la nostra capacità di far fronte a dolori e difficoltà senza subirli, ma trasformandoli.

Ma come si fa a risollevarsi da una batosta?

Essere resilienti non significa fare resistenza. In genere le strutture rigide nell’edilizia tendono a spezzarsi durante i terremoti.

Al contrario quelle flessibili, assecondando il movimento della terra, rimangono in piedi.

Ed è esattamente ciò che succede in chi adotta un atteggiamento resiliente: sapersi piegare senza spezzarsi, per poi rialzarsi.

Gli studi condotti evidenziano alcuni tratti della personalità collegati alla resilienza, come l’autostima, la fiducia, la gratitudine, l’ottimismo, oltre che la capacità di essere più o me non vulnerabili.

Per quest’ultima caratteristica, uno studio pubblicato su Science del 2003 esamina l’impatto di due varianti del gene 5-HTT – variante lunga e variante corta – deputato alla trasmissione di serotonina, responsabile del buonumore.

E’ stato analizzato un campione di 847 persone reduci di eventi stressanti, dolorosi e difficoltosi, come malattie, perdita di lavoro, delusioni sentimentali, lutti.

I risultati dimostrano che chi possiede la variante corta del gene tende ad andare in depressione più facilmente rispetto a chi ha la variante lunga.

Nonostante questi studi, non è solo una questione di genetica, perché la resilienza è un talento che può essere sviluppato.

La plasticità del cervello permette di allenare determinate caratteristiche per poterle potenziare.

Risulta, infatti, che il cervello di chi si è sottoposto ad una media di 27 minuti di meditazione al giorno, per otto settimane, ha sviluppato caratteristiche nella direzione della resilienza, rispetto a chi non aveva adottato nessun trattamento.

Dalle ultime ricerche risulta che l’ormone dei legami e delle relazioni affettive, l’ossitocina, è una specie di interruttore per il cervello per innescare un atteggiamento resiliente.

In tutti i casi la resilienza è in grado di fare la differenza tra vittoria e sconfitta: perdi solo quando decidi di arrenderti!

E’ per questo che desidero darti alcuni consigli per poterti allenare in questa direzione e poter sviluppare la capacità di risalire sulla tua imbarcazione di vita, nei momenti in cui il mare la mette a soqquadro.


Non prendertela, ma accettalo!

Alle volte sono le nostre aspettative a fregarci, piuttosto
che ciò che effettivamente accade.
Accettare non significa arrendersi, ma prendere atto di
come stanno le cose: che poi è il primo passo per poterle cambiare.


Datti tempo!

Il dolore frastorna: è difficile agire con lucidità sotto l’effetto del dolore.
Piuttosto si reagisce…e in genere il risultato è peggiorare e
complicare ciò che già di per sé è ingarbugliato.
Aspetta che passi l’effetto immediato della batosta.
Concediti del tempo per ritrovare la tua lucidità.


Fatti una risata!

Mio marito quando mi vede preoccupata per qualcosa, mi dice sempre:
“Ridi, perché tanto né tu, né io, nessuno ne uscirà vivo da questa
storia che chiamano vita!”
Riscoprire la capacità di sorridere e – perché no? – di ridere, durante i
momenti difficili e dolorosi, ti aiuta a centrarti e riscoprire la tua lucida
capacità di agire per il meglio.
Ridere allenta la tensione e permette di osservare la situazione
con maggiore obiettività, proprio perché per il tempo della risata
tu sei stato in grado di uscire fuori dalla difficoltà.
Quindi scegli con cura le persone e le attività del tuo tempo libero (a lavoro
non sempre abbiamo l’opportunità di scegliere!).
Lascia stare i lamentosi e i tragedi: recupera in spensieratezza, trascorrendo
il tuo tempo libero in serenità e allegria.


Sapere dove dirigersi

Le batoste disorientano, è vero! Ecco perché è importante sapere con
chiarezza dove ci stiamo dirigendo con la nostra vita, grazie ai nostri pensieri,
emozioni e azioni. Trovo estremamente
utile stilare un elenco di obiettivi da realizzare.
Mettere nero su bianco aiuta a ritrovare la rotta quando è facile perderla.
Fissa, dunque, degli obiettivi e, una volta definiti i traguardi,
suddividili in obiettivi più piccoli, in modo tale che tutto ti sembri più
concreto e fattibile e tu possa valutare i progressi che stai compiendo.


Agisci!

Thomas Mann diceva:

Le avversità possono essere delle formidabili occasioni

Dopo una batosta, fermarsi a rimuginare, dunque, non è la cosa migliore,
perché non si è nelle condizioni ottimali per
produrre pensieri utili.
Passare al contrattacco è la scelta giusta!
Hai perso il lavoro? Aspettare che cada dal cielo una nuova opportunità
non ti aiuterà a cambiare la tua condizione.
Cercare un nuovo impiego o dare il via ad una nuova attività tutta tua,
partendo da ciò che ami fare, potrebbe darti maggiori possibilità
di successo. Non puoi saperlo se non ti rimbocchi le maniche e
agisci!


Sii positivo!

Non è sempre semplice, soprattutto se ti hanno diagnosticato una malattia grave!
Ma è possibile allenarsi a vedere il raggio di sole in una giornata di pioggia.
Come? Scrivi i pensieri negativi che ti vengono in mente, su un foglio
e poi di seguito un paio di considerazioni positive che ti aiutino a contrastarli.
Per esempio:
“Ho perduto il lavoro e ora non ho più un’entrata che mi assicuri
la stabilità economica”
“Ora però ho la possibilità di sviluppare quel mio sogno che
non ho mai avuto il tempo di coltivare e trovare il modo di trasformarlo
in una opportunità di guadagno”
“Posso trovare un nuovo lavoro e mettermi in gioco con qualcosa di
completamente nuovo, acquisendo nuove capacità e arricchire quindi il
mio curriculum di lavoro e di vita”.


Impara dagli errori

Se ti lamenti e piangi, rimandi e a volte perdi la lezione che un determinato
evento ha da insegnarti. Se hai ottenuto un certo risultato è
perché hai fatto alcune scelte. Non metto in dubbio la tua
buona fede, ma solo l’efficacia di alcune azioni.
Analizza ciò che è accaduto, per fare in modo di poter fare
meglio la volta successiva.


Dedicati alla bellezza

Quando tutto va storto, fai qualcosa di bello per te. Non è importante
che sia qualcosa di eclatante. Alle volte è sufficiente passeggiare
in riva al mare, o in mezzo la natura per sentirti meglio.


Coltiva la tua spiritualità

Spiritualità non significa per forza religiosità.
Spiritualità è il modo in cui conduci la tua quotidianità nelle piccole e 
grandi cose. La vita di tutti i giorni spesso ci porta ad uscire fuori…e non solo di casa.
Fuori sa sé, tanto da perdere quel prezioso contatto con le proprie radici,
quelle che in un albero vanno curate al pari delle fronde, per avere buoni frutti.
E’ in quest’ottica che ho pensato Il Rituale per il tuo Benessere in tre passi, che potrai
scaricare gratuitamente QUI.


La nostra vita non è un destino già scritto, ma un percorso del tutto personale, lungo il quale abbiamo la necessità di integrare luci e ombre, sofferenza e forza, vulnerabilità e potenzialità.

In questo senso, sviluppare la resilienza è importante per risollevarsi dalle batoste della vita in maniera intelligente e propositiva, portando con sé le informazioni che fanno crescere, lasciando andare quel dolore che ci vuole malati nei pensieri, nelle parole e nel corpo.

Se desideri approfondire l’argomento ti consiglio alcune letture:

Ti ringrazio per la tua attenzione 🙂

Ci leggiamo alla prossima

Rosalba