Il tempo è la materia prima, l’essenza di ogni cosa, semplicemente perché con il tempo diamo senso a tutto ciò che intraprendiamo.

Arnold Bennett, nel suo geniale saggio Come vivere 24 ore al giorno cosi si esprime:

Ci si sveglia al mattino ed ecco…! La vostra borsa è magicamente ricolma di ventiquattr’ore del tessuto vergine dell’universo della vostra vita. E’ vostro. E’ il tessuto più prezioso che ci sia… Nessuno ve lo può portare via. Non può essere rubato. E nessuno ne riceve in quantità inferiore o superiore di quanto ne ricevete voi.

A. Bennett

A noi la scelta dunque: come utilizzi questo dono inestimabile?

Il fatto che ci sia ogni giorno, può portare facilmente a credere che sia dovuto, che sia un fatto normale, scontato, esattamente come tutta quella serie di cose fondamentali e belle della vita per le quali si dovrebbe costantemente essere grati.

A differenza del denaro, non puoi decidere di mettere da parte una certa quantità di tempo per usarla in un secondo momento.

La ricarica giornaliera è disponibile solo allo scoccare della mezzanotte, dopo di che il contatore del vecchio giorno si azzera e si riempie quello della nuova giornata.

Non puoi investirlo né risparmiarlo dunque, solo viverlo: le tue 24 ore per generare salute, piacere, denaro, amore, felicità, rispetto, oppure noia, fatica, tristezza, malattia, odio.

Chi sceglie sei sempre tu.

Jim Rohn, uno dei più grandi business philosopher d’America, nel suo libro Strategie per la ricchezza e la felicità, individua quattro atteggiamenti sulla gestione del tempo, ognuno dei quali genera un preciso stile di vita.

  1. La mentalità di chi vaga. Le persone che hanno questo tipo di mentalità vivono come canne al vento, godendo dell’incertezza e della spontaneità. L’atteggiamento di chi vaga per tutta la vita, ostacola evidentemente ogni opportunità di progresso.
  2. Il secondo tipo sta a metà tra chi vaga e lo stacanovista. Questo gruppo di persone ha due possibilità: lavorare per le classiche 8 ore al giorno come impiegato oppure tutto il giorno, se decide di gestire una propria attività. In entrambi i casi sentirebbe di dover sacrificare o il successo professionale o la felicità.
  3. Lo stacanovista. Si tratta di quelle persone che lavorano dalle 10 alle 14 ore al giorno. Per loro il lavoro non è mai abbastanza e la loro vita è un continuo sacrificio, alla ricerca di compiti da eseguire uno dopo l’altro.
    Questa mentalità non sempre – dice Jim Rohn – porta la persona a guadagnare di più. Molto spesso lo stacanovista è più orientato al compito che al risultato. 
  4. Il gestore illuminato. Quest’ultima categoria descritta da Rohn è quella che prende spunto  dalle altre tre, ma le reinventa in modo creativo. Il gestore del tempo illuminato fa in modo di dedicare il giusto tempo ad ogni aspetto della sua vita perché è solo così che raggiungerà simultaneamente felicità e successo con soddisfazione.
    E’ un gran lavoratore, esattamente come lo stacanovista, ma organizza la giornata in modo da concentrare la sua reale produttività a un numero limitato di ore.
    E’ in grado di ritagliarsi anche del tempo per lasciare la mente libera di vagare, senza far nulla, ben consapevole dell’importanza di creare il vuoto dal quale far emergere la propria creatività.
    Sa programmare le proprie giornate, mettendo in conto difficoltà, rallentamenti e ladri di tempo, dando un collocazione pesino a loro.

E’ proprio a quest’ultimo ideale che desidero ispirarmi, perché ritengo sia più simile al mio ideale di mentalità.

Di seguito troverai alcune strategie per poter organizzare il proprio tempo al meglio: prendili come consigli da personalizzare.

Pronti? Via…

Il primo passo per poter riprendere il controllo della propria vita e quindi del proprio tempo è ricordarsi del potere della parola “no”.

Continuare a dire di sì a tutto e tutti non significa scegliere, né dare una direzione precisa alla propria energia.

Quando diciamo di sì a tutti, non siamo né più buoni né più gentili: cercare di liberarsi da obblighi presi per compiacere qualcun altro alimenta insoddisfazioni, malcontento e nervosismo.

Allenare un certo spettro di emozioni conduce inevitabilmente a cronicizzare disturbi e malattie.

Un altro modo semplice ed efficace per riprendere il controllo del proprio tempo è di dedicare il giusto tempo ad ogni aspetto della propria esistenza. Non c’è solo il lavoro  e nemmeno puoi decidere di vivere in vacanza per una vita.

Il vuoto e il pieno hanno senso quando vengono messi in relazione tra di loro e traggono l’uno beneficio dall’altro.

Mi viene in mente una persona a me molto cara che non è capace di distribuire il suo tempo.

In tutte le occasioni in cui abbiamo condiviso vacanze e viaggi si è sempre portata dietro studio e lavoro. E quando era il momento di fare qualcosa lei decideva di rimanere in camera a lavorare, per poi confessarmi di aver trascorso gran parte del tempo a pentirsi di non essere uscita a divertirsi.

Questo voglio dirti: quando lavori fai quello pienamente e totalmente. Prima di tutto perché se vuoi fare davvero un buon lavoro hai bisogno di tutta la tua concentrazione e presenza.

Poi ti accorgerai che così facendo non avrai bisogno di parecchie ore per portare a termine il tuo lavoro giornaliero, ma la buona riuscita dipenderà dalla tua capacità di ottimizzare il tempo e concentrare la tua energia, come un laser.

Similmente per i momenti liberi, in compagnia di chi ami, è richiesta la tua totale presenza.

Questo perché se davvero ci tieni a vivere una vita piena, di successo e di felicità, devi fare attenzione ai dettagli.

In molti credono che avere tanti soldi possa aiutare ad aumentare soddisfazione e felicità.

Io credo che i soldi siano uno straordinario amplificatore di ciò che sei.

Se dunque nella tua essenza sei una persona felice, grata, presente e capace di godere dei singoli istanti, il denaro ti aiuterà a portare abbondanza e ad amplificare ciò che fa già parte di te.

Al contrario se sei una persona meschina, triste, cattiva, lamentosa, insoddisfatta…l’arrivo di grandi quantità di denaro ti aiuterà solo a confermare e rafforzare uno stato di cose già esistente.

Il cambiamento parte sempre e comunque da te non dall’esterno o dal tipo di opportunità che ti vengono offerte. La tua vita si modella sulla capacità che possiedi di farne ciò che desideri.

E soprattutto tieni conto di un fatto importantissimo: non hai bisogno di aspettare nessuna situazione migliore per cambiare. Puoi farlo da adesso, in questo preciso istante, mentre leggi queste parole.

Fai del tuo meglio dal punto in cui ti trovi, ben consapevole che qualsiasi cosa intraprenderai potrà sempre essere migliorata.

Un altro consiglio per poter re-inventare e godere appieno delle proprie 24 ore giornaliere è imparare a conoscerti profondamente.

Non siamo tutti uguali: abbiamo talenti, difetti, limiti, potenzialità differenti dagli altri. Ecco perché paragonarsi con il mondo ha poco senso.

L’atteggiamento più utile è quello di imparare ciò che si desidera far proprio. E il confronto? Beh, se proprio vuoi farlo, fallo con le diverse tappe di te, per renderti conto dei tuoi miglioramenti e degli aspetti dove hai ancora bisogno di lavorare.

Conoscere se stessi significa sapere quali sono i propri punti di forza e sfruttarli al meglio, ma anche quali sono i tuoi limiti.

Non c’è nulla di male nel non essere in grado di fare tutto. E’ meraviglioso, sano e utile chiedere aiuto e delegare.

Delegare ci aiuta ad ottimizzare il tempo: questo è il risultato di una profonda e continua conoscenza di sé.

Verba volant, scripta manent, dicevano i latini. E’ per questo che il prossimo consiglio che desidero darti è un invito alla scrittura.

Riscopri la sana abitudine di compilare un quaderno delle idee: un taccuino da portare sempre con te per catturare le intuizioni quando arrivano.

Si dice che le idee, quando giungono, non sono nostre: esse sono piuttosto delle opportunità, doni che ci vengono mandati perché siamo in grado di svilupparle e realizzarle.

Appuntarle significa catturarle, in attesa di poterle studiare meglio. Ma se non facciamo questa importante operazione preventiva, le idee – che non sono nostre – voleranno come splendide farfalle, nel giardino di qualcun altro.

Sempre rimanendo in tema di scrittura, ti sarà utile compilare anche un quaderno della strategia di gioco.

Ho uno zio che vive in Francia da quando era ragazzo. Se penso alle persone in grado di gestire in modo illuminato il tempo, senza ombra di  dubbio lui ne è un rappresentante.

Ogni venerdì, a ora di pranzo, quando vivevo ancora con i miei, sapevo che avrebbe telefonato per salutarci. Il più delle volte rispondevo io e prima di passargli mia mamma, rimanevo qualche minuto a chiacchierare con lui.

Mi diceva sempre che aveva appena finito di mettere a punto la “strategie” per la settimana successiva. Una volta conclusa questa fondamentale abitudine e prima di andare a pranzo e inaugurare il weekend di relax e svago, telefonava alla sua famiglia.

E’ importante avere una strategia di gioco, un piano dettagliato che tenga conto di tutte le varianti possibili.

Comincia ad allenarti, pianificando le singole giornate, magari la sera prima di andare a letto. Una volta che sarai diventato bravo a pianificare la giornata prova a fare la stessa cosa per la settimana intera. E poi per il mese.

Nel programmare il tuo tempo tieni conto del fatto che esistono degli eventi, delle persone, che potrebbero rallentare la tua tabella di marcia.

Se, per esempio, hai programmato una settimana per portare a termine un tuo progetto, ti consiglio di calcolare un 50% di tempo in più per contenere i disguidi. Quindi la strategia di gioco non prevede più 7 giorni, ma 10 giorni e mezzo.

L’aspetto interessante di questo lavoro sarà che vedrai mutare l’aspetto delle tue giornate e delle tue settimane.

Svilupperai una visione a lungo termine e i tuoi giorni saranno parte di un disegno più grande.

Tutto questo – inutile dirlo – richiede disciplina e impegno. Capisci che per diventare un gestore del tuo tempo illuminato non hai bisogno di nulla che tu non abbia già. Puoi quindi cominciare sin da ora.

Concludiamo questa rassegna con l’ultimo consiglio: dedica due ore del tuo tempo giornaliero a svolgere un’attività per te importante.

Tutti dichiarano di non avere sufficiente tempo per realizzare un sogno o per cominciare a meditare regolarmente, o per intraprendere un’attività fisica e prendersi cura del proprio corpo.

Anche io ero tra quelle persone. Poi ho scoperto che puntando la sveglia alle 5, ho a disposizione due ore precise di tempo prima che cominci effettivamente la mia giornata.

Questo significa che in un anno recupero 730 ore, all’incirca un mese di vita vissuta in più.

C’è chi lavora meglio la sera tardi. Non è importante quando lo fai. L’importante è che tu lo faccia.

Come tutti i doni gratuiti e inestimabili quello del tempo è il più prezioso, quello in grado di dare significato a ogni istante di vita e all’esistenza intera.

La libertà non è quello stato nel quale facciamo ciò che ci pare senza limiti né regole: è piuttosto quell’atteggiamento di chi sa che per raggiungere dei risultati soddisfacenti ha bisogno di regole e che queste regole deve crearle da sé.

La mappa di dove stai andando non può dartela nessuno, per quanta autorità abbia. L’unico che sa dove vuole andare sei tu. Stabilisci le regole del tuo gioco, nel rispetto di chi ti circonda, è vero. Ma non dimenticare mai che il compito più importante che hai è dare alla luce te stesso.

Un caro saluto e ci leggiamo alla prossima 😉

Rosalba